21/09/2017, 11.52
VATICANO
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Papa: la “dottrina” non viene prima della misericordia

Gli scandali, Ce ne sono tanti, tanti … E sempre, anche nella Chiesa oggi. Dicono: ‘No, non si può, è tutto chiaro, è tutto, no, no … Sono peccatori quelli, dobbiamo allontanarli’. Anche tanti santi sono stati perseguitati o sospettati. “La porta per incontrare Gesù è riconoscersi come siamo, la verità. Peccatori”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “La porta per incontrare Gesù è riconoscersi come siamo, la verità. Peccatori. E Lui viene”. “Misericordia voglio e non sacrifici”. E’ tornato a dirlo papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando il brano del Vangelo del giorno nel quale si ricorda la conversione di san Matteo, per tornare a stigmatizzare coloro che antepongono “la Dottrina” alla misericordia.

La conversione di Matteo, ha evidenziato Francesco, è una vicenda suddivisa in tre momenti: incontro, festa, scandalo. Gesù aveva guarito un paralitico e incontra Matteo, seduto al banco delle imposte. Faceva pagare le tasse al popolo di Israele per darle, poi, ai romani e per questo era disprezzato, considerato un traditore della Patria. Gesù lo guardò, gli disse: “Seguimi”. E lui si alzò e lo seguì. Da una parte c’è lo sguardo di Matteo, uno sguardo sfiduciato: guardava “di lato”, “con un occhio Dio”, “con l’altro il denaro”, “aggrappato ai soldi come lo dipinse il Caravaggio”,  e anche con uno sguardo scontroso. Dall’altra, lo sguardo misericordioso di Gesù che lo ha guardato con tanto amore”. La resistenza di quell’uomo che voleva i soldi, “cade”: si alzò e lo seguì. “È la lotta fra la misericordia e il peccato”.

L’amore di Gesù è potuto entrare nel cuore di quell’uomo perché “sapeva di essere peccatore”, sapeva di “non essere ben voluto da nessuno”, anche disprezzato. E proprio “quella coscienza di peccatore aprì la porta alla misericordia di Gesù”. Quindi, “lasciò tutto e se ne andò”. Questo è l’incontro fra il peccatore e Gesù.

È la prima condizione per essere salvato: sentirsi in pericolo; la prima condizione per essere guarito: sentirsi ammalato. E sentirsi peccatore, è la prima condizione per ricevere questo sguardo di misericordia. Ma pensiamo alla sguardo di Gesù, tanto bello, tanto buono, tanto misericordioso. E anche noi quando preghiamo sentiamo questo sguardo su di noi; è lo sguardo dell’amore, lo sguardo della misericordia, lo sguardo che ci salva. Non aver paura”.

Come Zaccheo, anche Matteo sentendosi felice invitò, poi, Gesù a casa a mangiare. La seconda tappa è infatti proprio “la festa. Matteo ha invitato gli amici, “quelli dello stesso sindacato”, peccatori e pubblicani. Sicuramente a tavola, facevano domande al Signore e lui rispondeva. Questo – ha notato il Papa – fa pensare quello che dice Gesù nel Capitolo XV di Luca: “Ci sarà più festa nel Cielo per un peccatore che si converte che per cento giusti che rimangono giusti”. Si tratta della festa dell’incontro del Padre, la festa della misericordia”.  Gesù, infatti, spreca misericordia”, per tutti.

Quindi, il terzo momento: quello dello scandalo. I farisei vedendo che pubblicani e peccatori si misero a tavola con Gesù, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. “Sempre uno scandalo incomincia con questa frase: ‘Ma come mai?”, ha osservato il Papa. Quando voi sentite questa frase, puzza”, ha aggiunto,  e “dietro viene lo scandalo”. Si trattava, in sostanza, della “impurezza di non seguire la legge”. Conoscevano benissimo “la Dottrina”, sapevano come andare “sulla strada del Regno di Dio”, conoscevano “meglio di tutti come si doveva fare” ma “avevano dimenticato il primo comandamento dell’amore”. E, quindi, “sono stati chiusi nella gabbia dei sacrifici” magari pensando: “Ma facciamo un sacrificio a Dio”, facciamo tutto quello che si deve fare, “così ci salviamo”. In sintesi, credevano che la salvezza venisse da loro stessi, si sentivano sicuri. “No! Ci salva Dio, ci salva Gesù Cristo”.

“Quel ‘come mai’ che tante volte abbiamo sentito fra i fedeli cattolici quando vedevano opere di misericordia. Come mai? E Gesù è chiaro, è molto chiaro: ‘Andare a imparare’. E li ha mandati a imparare, no? ‘Andate a imparare che cosa vuol dire misericordia – ( quello che) Io voglio – e non sacrifici, perché Io non sono venuto, infatti, a chiamare i giusti, ma i peccatori’. Se tu vuoi essere chiamato da Gesù riconosciti peccatore”. Peccatori non in astratto, ma, ha sottolineato Francesco, con “peccati concreti”: tanti “tutti noi ne abbiamo”. “Lasciamoci guardare da Gesù con quello sguardo misericordioso pieno di amore”.

E anche gli scandali, Ce ne sono tanti, tanti … E sempre, anche nella Chiesa oggi. Dicono: ‘No, non si può, è tutto chiaro, è tutto, no, no … Sono peccatori quelli, dobbiamo allontanarli’. Anche tanti santi sono stati perseguitati o sospettati. Pensiamo a Santa Giovanna D’Arco, mandata al rogo, perché pensavano fosse una strega e condannata. Una santa! Pensate a Santa Teresa, sospettata di eresia, pensate al Beato Rosmini. ‘Misericordia, Io voglio, e non sacrifici’. E la porta per incontrare Gesù è riconoscersi come siamo, la verità. Peccatori. E Lui viene, e ci incontriamo. È tanto bello incontrare Gesù!”.

 

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