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  • » 10/04/2007, 00.00

    PAKISTAN

    Toba Tek Singh, una vera Pasqua di passione

    Qaiser Felix

    La comunità cristiana, sconvolta da false accuse di blasfemia ed attacchi violenti, ha festeggiato con fede e fervore religioso la Settimana santa. Arrestato senza moventi il fratello di un “blasfemo”.
    Toba Tek Singh (AsiaNews) – Ferita dalle false accuse di blasfemia e dagli attacchi da parte degli estremisti, “la comunità cristiana del Pakistan ha vissuto una vera Pasqua di passione: nei volti dei fedeli, soprattutto a Toba Tek Singh, si poteva leggere la sofferenza e la fede”. Il p. Bonnie Mendes, direttore del Centro per lo sviluppo umano (Organizzazione cattolica non governativa che opera per aiutare gli emarginati sociali), racconta così ad AsiaNews le celebrazioni pasquali di una delle comunità più colpite dall’estremismo islamico, in crescita nel Paese.
     
    A Toba Tek Singh, in modo particolare, “si respira un’aria molto tesa. Dopo le false accuse della settimana scorsa [cinque cristiani accusati di blasfemia, uno arrestato e gli altri al momento nascosti ndr] la polizia ha arrestato Shaukat Masih, fratello dell’arrestato, senza alcuna accusa. Per la famiglia, questa è una mossa intimidatoria nei confronti dei cristiani locali, che dovrebbero consegnare alle autorità i quattro presunti blasfemi ancora in libertà”.
     
    Atif Jamil, vice direttore del Centro, aggiunge: “Shaukat non è nemmeno nominato nella denuncia contro i cinque. Non è possibile che le forze dell’ordine si comportino in questo modo. Abbiamo sporto denuncia contro una folla di persone che ha attaccato le nostre proprietà e non si è mosso nessuno”.
     
    Oltre alle denuncie, infatti, la comunità locale ha subito nei giorni scorsi un violento attacco. Questo “è avvenuto nel corso della Settimana santa. Tutti dicono di volere rispetto per la propria religione, ma nessuno ha rispettato la nostra comunità che stava osservando uno dei momenti più sacri del cristianesimo”. Eppure, continua Jamil, “nonostante la paura della nostra comunità, abbiamo partecipato con fervore alle messe di tutta la Settimana Santa. La polizia ha pattugliato le chiese durante tutto il periodo pasquale e questo ci ha in un certo senso aiutati”.
     
    Il p. Mendes sottolinea che proprio la Pasqua “è un periodo di sofferenza e di grande gioia, niente di più appropriato per il momento che stiamo vivendo. E’ vero infatti che si ricorda la passione e la morte di Cristo, ma subito dopo ne vediamo la resurrezione. Qui a Toba Tek Singh si può vedere il volto del nostro Salvatore che soffre, ma speriamo presto di poter celebrare anche noi la nostra resurrezione”.
     
    Sulla questione, inoltre, rimane alto il livello di disinformazione “come nel caso di Sangla Hill [quando una folla musulmana incitata da false accuse di blasfemia ha attaccato e distrutto un villaggio cristiano ndr] anche qui i media locali dipingono dei blasfemi che dissacrano il Corano, ma non parlano degli attacchi contro di noi”.
     
    La legge sulla blasfemia, scrive in un comunicato stampa Shahbaz Bhatti – presidente dell’All Pakistan Minorities Alliance – è divenuta “uno strumento per dirimere questioni personali. Il problema è che ora questa legge è in mano a delle vere e proprie bande di estremisti, che la usano per perseguitare i cristiani e le altre minoranze pakistane. Essa deve essere eliminata dal nostro sistema penale”.
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