05/11/2008, 00.00
INDIA - USA
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Chiesa Indiana: Obama, speranza per la democrazia. Ma preghiamo per difendere la vita

di Nirmala Carvalho
Il card. Oswald Gracias di Mumbai commenta l’elezione del nuovo presidente afroamericano. Un esempio anche per l’India, la cui grandezza sta nella molteplicità etnica e religiosa. Preghiera (e perplessità) per le posizioni abortiste di Obama.

Mumbai (AsiaNews) – Il card. Oswald Gracias, presidente della Conferenza dei vescovi indiani ha espresso  “gioia e speranza” per la vittoria di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti d’America. L’arcivescovo di Mumbai, fra i primi in Asia a commentare i risultati elettorali, ha anche detto che prega in modo speciale perché l’impegno di Obama “a favore della vita”  sia “buono”.

“L’elezione del presidente Obama – ha detto il porporato – porta alla Chiesa dell’India molta gioia e speranza. La storica vittoria di un afro-americano a presidente degli Usa riflette l’efficacia della democrazia. La vittoria di Obama ha un grande valore perché giunge 45 anni dopo il movimento per i diritti civili guidato da Martin Luther King. È un enorme risultato che la società americana ha conquistato in pochissimo tempo. Solo 40 anni fa la gente sofriva di discriminazione e pregiudizio, e oggi quella stessa gente ha eletto un presidente afro-americano. Questa apertura è una opportunità per tutte le società e rafforza la società indiana e le sue speranze”.

Il card. Gracias sottolinea la similitudine fra Usa e India, anch’essa “un mosaico di gruppi differenti, che si accettano l’un l’altro nelle loro diversità culturali, che vivono e lavorano insieme. È questa la grandezza dell’India”.

In questo periodo la Chiesa indiana è provata da una serie di attacchi ad opera di gruppi radicali indù che vogliono attuare un nazionalismo monolitico eliminando tutte le minoranze non indù. “Questa vittoria – dice il card. Gracias – spingerà la gente ad accettarsi gli uni gli altri, ad essere aperti gli uni gli altri e a vivere in pace ed armonia, lavorando insieme per il bene comune”.

Unico punto dolente, le posizioni di Barack Obama sull’aborto. Molti vescovi americani, nelle scorse settimane, hanno messo in guardia dal sostenere “candidati che vogliono varare una guerra a tutto campo contro i non-nati”. L’arcivescovo Charles Chaput di Denver ha definito Obama “il più attivo politico abortista che si sia mai candidato alla presidenza… Egli si è impegnato a fare cose a cui la Chiesa dovrà resistere”.

“Prego solo che l’impegno a favore della vita da parte del presidente Obama – ha detto il card. Gracias – divenga buono”.

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