07/06/2011, 00.00
TURKMENISTAN
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Rapporto Onu: ad Ashgabat rimane grave la situazione di violazione dei diritti e torture

Il rapporto parla di casi “gravi e consistenti” di torture accertate e indica come “urgente” un intervento. La dura condanna può ostacolare il progetto dell’Unione europea di maggiori rapporti commerciali con il Paese.

Ashgabat (AsiaNews/Agenzie) – In Turkmenistan continuano a esserci diffuse violazioni dei diritti umani e torture contro arrestati e detenuti ed è “urgente” un intervento. La dura denuncia del Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, in un rapporto pubblicato ieri, arriva quando l’Europa da tempo cerca di stringere migliori rapporti con il Paese, ricco di energia.

Il rapporto dice che i casi accertati di tortura sono “numerosi e consistenti” e che “appare esserci un clima di impunità, risultato della assenza di significative azioni disciplinari o criminali contro i funzionari accusati di [avere fatto torture]”. Per cambiare la situazione occorrerebbero riforme radicali, con garanzia per chi è fermato o arrestato di avere “immediato accesso alla difesa legale”, come pure con una registrazione audio o video degli interrogatori presso posti di polizia e carceri “quale ulteriore misura per prevenire torture e maltrattamenti”.

Il dito è puntato anche sul governo del presidente Kurbanguly Berdymukhammedov (nella foto), che non ha fornito sufficienti dati sulle prigioni e i carcerati e sulle morti sospette in custodia. Inoltre Ashgabat non risulta avere fatto nulla per migliorare la situazione, rispetto a precedenti verifiche che hanno avuto conclusioni analoghe.

Il rapporto arriva mentre l’Unione europea, dopo avere condannato negli anni scorsi il Turkmenistan per le palesi violazioni di diritti umani, da tempo opera per stringere migliori rapporti e discute un accordo di collaborazione e cooperazione la cui ratifica è prevista entro i prossimi mesi. L’accordo sarebbe dovuto essere ratificato a maggio, ma ad aprile una delegazione del Parlamento europeo si è recata in Turkmenistan e ha constatato la sostanziale mancanza di miglioramenti per i diritti umani, per cui la decisione è stata rinviata.

In precedenza l’Ue ha spesso rifiutato di tenere rapporti commerciali con Paesi accusati di gravi violazioni di diritti umani e con Ashgabat esiste un accordo commerciale ad Interim che contiene una clausola sul rispetto dei diritti umani mai adempiuta.

Heidi Hautala , finlandese presidente del subcomitato per i diritti umani del Parlamento europeo, ha commentato che approvare maggiori accordi commerciali appare “problematico” per quello che la delegazione ha visto nel Paese, come pure per “non essere stato permesso incontrare rappresentanti della società civile turkmena”.

Preoccupazione che non appare condivisa da Maja Kocijancic, portavoce dall’Ufficio esteri dell’Ue guidato da Catherine Ashton, che ritiene al contrario che “siglare questo accordo di collaborazione e cooperazione è importante per avere un migliore strumento per promuovere i diritti umani”.

Opinione rifiutata dalla Hautala, che ritiene “del tutto falsa l’impressione che l’accordo renderebbe possibile un pieno coinvolgimento e un miglioramento della situazione” per i diritti umani.

Gruppi per la tutela dei diritti umani osservano che l’Europa dovrebbe subordinare ogni futuro rapporto commerciale e di collaborazione con il Paese a un serio confronto e a riforme in materia di diritti.
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