03/09/2015, 00.00
YEMEN
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Sanaa: lo Stato islamico colpisce una moschea Houthi, 28 morti e decine di feriti

Il gruppo jihadista ha rivendicato il doppio attacco al luogo di culto della minoranza sciita. Prima un attentatore suicida, poi un’autobomba hanno fatto strage di civili. In due mesi è il quinto attacco a una moschea della capitale yemenita. Nei giorni scorsi uccisi due operatori della Croce rossa internazionale.

Sana’a (AsiaNews/Agenzie) - Le milizie dello Stato islamico (SI) hanno rivendicato i due attacchi suicida avvenuti ieri in una moschea sciita a Sanaa, capitale dello Yemen, che ha causato la morte di almeno 28 persone. A riferirlo è l’agenzia ufficiale Saba, vicina ai ribelli Houthi, secondo cui vi sarebbero anche decine di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. 

Il primo ordigno (un uomo carico di esplosivo) ha colpito la moschea di Al Moayyad, situata in un sobborgo controllato dagli Houthi a nord di Sanaa; la seconda bomba (piazzata a bordo di un’auto) è esplosa mentre i civili erano impegnati nel prestare soccorso alle vittime della prima deflagrazione. 

Quello di ieri è il quinto attacco in una moschea della capitale yemenita negli ultimi due mesi; obiettivo degli attentati luoghi di culto affiliati ai ribelli sciiti, impegnati da mesi in una guerra sanguinosa con le forze governative. 

Il doppio attentato è stato rivendicato dalle milizie dello SI, con un messaggio lanciato su Twitter da un account riconducibile al gruppo jihadista sunnita. Nei giorni scorsi due operatori della Croce rossa internazionale sono stati assassinati mentre erano a bordo di un convoglio diretto nella capitale. 

Da gennaio la nazione è teatro di un sanguinoso conflitto interno che vede opposte la leadership sunnita, sostenuta dall’Arabia Saudita, e i ribelli sciiti Houthi, vicini all’Iran. Da marzo, i sauditi a capo di una coalizione, hanno lanciato raid aerei contro i ribelli nel tentativo di riconsegnare il Paese al presidente (prima in esilio, poi rientrato) Abdu Rabu Mansour Hadi. 

Secondo quanto riferiscono le Nazioni Unite, dal 19 marzo il conflitto ha causato la morte di almeno 4.500 persone – oltre 2mila i civili – e il ferimento di altre 6mila. Oltre 1,4 milioni gli sfollati e circa 21 milioni (quasi l’80% della popolazione) necessitano di aiuti umanitari per sopravvivere. Nel contesto del conflitto sarebbero stati distrutti anche molti siti artistici antichi della capitale, considerati patrimonio dell’Unesco.

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