28/09/2015, 00.00
BANGLADESH
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Musulmani del Bangladesh: L’Arabia Saudita paghi per il disastro dell’Hajj

di Sumon Corraya
Durante la calca che il 24 settembre scorso ha ucciso 769 persone a Mina, sono morti almeno 11 cittadini bangladeshi e 80 sono rimasti feriti. Dure le critiche della società civile: “L’Arabia Saudita fa soldi coi pellegrinaggi ma non garantisce la sicurezza. Perché i leader mondiali tacciono?”. Leader islamico: “La mancanza di organizzazione è la causa dell’incidente. Bisogna punire i colpevoli”.

Dhaka (AsiaNews) – Leader religiosi e famiglie delle vittime bangladeshi condannano con forza la gestione saudita dell’incidente avvenuto durante l’Hajj (pellegrinaggio islamico) il 24 settembre scorso, nel quale sono morte almeno 769 persone e altre mille sono rimaste ferite. Secondo i dati delle agenzie bangladeshi per l’Hajj (Habb), 11 pellegrini provenienti dal Bangladesh sono tra i deceduti e altri 80 sono rimasti feriti nella calca avvenuto a Mina, a pochi chilometri dalla Mecca.

Fazlul Bari, noto giornalista, ha scritto sul suo profilo Facebook: “L’Arabia Saudita sta facendo commerci e guadagni grazie al pellegrinaggio dell’Hajj, ma non sa garantire la sicurezza alle persone. Le autorità competenti dovrebbero essere condannate per la fuga rovinosa che si è creata. Alziamo la voce contro questo crimine”.

Un centinaio di pellegrini del Bangladesh sono ancora dispersi dal giorno dell’incidente, causato forse da un banale “aumento di flusso” di persone dirette al “Ponte delle Jamarat”, struttura da cui, nell’ultima notte di pellegrinaggio, i fedeli compiono il rito della “lapidazione del demonio”.

Ibrahim Bahar, presidente dell’Haab, afferma che “degli 80 feriti, 30 sono ritornati ai loro accampamenti dopo aver ricevuto le cure, ma le condizioni degli altri sono critiche”. L’uomo ha aggiunto che l’identità degli 11 deceduti è ancora sconosciuta, perché le autorità saudite non hanno dato il permesso di accedere agli ospedali dove sono tenute le salme. Secondo fonti del consolato bangladeshi a Jeddah, Ryadh ha pubblicato le foto di 650 pellegrini che sono morti nell’incidente. Tra questi, due persone del Bangladesh sono state riconosciute.

Le critiche della società civile sulla gestione saudita del flusso di pellegrini non si fermano. Kazai Rashad denuncia: “I leader di molti Paesi hanno espresso il loro cordoglio ma non hanno condannato l’incidente. Capi di Stato di tutto il mondo hanno criticato duramente il Bangladesh quando è accaduto il disastro del Rana Plaza, nel quale sono morte 1000 persone. Ma ora essi tacciono e non capisco perché”.

Condanne giungono anche dalle autorità del mondo musulmano. Mufti Mizanur Rahman, della moschea di Baytul Mukarrom, afferma: “Sono necessarie indagini adeguate e il governo saudita deve stare dalla parte delle famiglie delle vittime e dei feriti. È chiaro – aggiunge il leader islamico – che l’incidente è accaduto per mancanza di organizzazione del pellegrinaggio, perciò è giusto trovare i colpevoli”.

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