17/11/2015, 00.00
ARABIA SAUDITA - STATI UNITI
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Washington vende armi all’Arabia Saudita per 1,29 miliardi di dollari

Previste forniture di armamenti e pezzi di ricambio. Fra le armi anche 13mila bombe “intelligenti”. Il Congresso ha 30 giorni per approvare l’accordo, ma il via libera appare scontato. Si rafforza l’asse fra Usa e sauditi, dopo le tensioni per l’accordo nucleare iraniano. La regione mediorientale il il luogo dove si vendono più armi al mondo.

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di armamenti all’Arabia Saudita, per un valore complessivo di 1,29 miliardi di dollari; fra queste vi sarebbero anche 13mila bombe “intelligenti” e pezzi di ricambio di armi e mezzi. Di recente il presidente Usa Barack Obama si è impegnato a rafforzare il sostegno militare a Riyadh, dopo le tensioni delle ultime settimane; a incrinare i rapporti l’accordo sul nucleare iraniano sostenuto con forza dalla Casa Bianca e malvisto dai sauditi e la scarsa determinazione di Washington nel cacciare il presidente siriano Bashar al Assad.

Ora la palla passa al Congresso, che ha a disposizione 30 giorni per approvare o bloccare il trasferimento di armi. Tuttavia, dalle prime indiscrezioni filtrate fra i parlamentari appare scontato il via libera da parte della Camera. 

La decisione del governo Usa conferma dunque lo stretto legame fra Stati Uniti e Arabia Saudita in tema di armi, con questi ultimi fra i maggiori acquirenti di armi al mondo prodotte dagli Stati Uniti. 

Un legame strategico intrecciato da Washington con gli alleati sunniti nel Golfo (fra cui Qatar ed Emirati Arabi Uniti), impegnati negli ultimi mesi in una sanguinosa guerra in Yemen contro il movimento ribelle sciita Houthi, vicino a Teheran.

La vendita include anche armi dotate di tecnologia satellitare, capaci di colpire con estrema precisione un obiettivo a lunga distanza. Il rifornimento di bombe serve a riempire le scorte dell’arsenale saudita, che in questi mesi sono andate esaurendosi nel contesto della guerra in Yemen e nella lotta contro le milizie dello Stato islamico in Siria. 

Commentando il via libera del Dipartimento americano, il ministro saudita degli Esteri Adel al-Jubeir ha affermato che il suo Paese è soddisfatto dell’accordo, che contribuirà a mantenere la sicurezza e la stabilità in Medio oriente. Tuttavia, secondo i critici queste armi vendute dall’Occidente (e dagli Usa in particolare) spesso finisco per alimentare la lotta della galassia islamista attiva nella regione e, in particolare, in Siria dove combatte il presidente Assad. A beneficiarne sarebbero gli stessi jihadisti dello Stato islamico (SI). 

In ogni caso il Medio oriente, come già rilevato da AsiaNews in passato, si conferma la regione in cui è più fiorente la vendita e il commercio di armi al mondo. Nel 2014 l’Arabia Saudita è stato il Paese che ha investito di più (in percentuale) nel campo della Difesa, circa il 17% del budget annuale (80,8 miliardi di dollari). Tale trend continua da anni e vede coinvolte le monarchie del Golfo e gli Stati Uniti come fornitore di strumenti di morte sempre più sofisticati.

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