26/01/2016, 09.01
SIRIA

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Onu: il 29 gennaio a Ginevra al via i colloqui di pace sulla Siria

L’inviato speciale Staffan de Mistura annuncia “negoziati di prossimità” di natura indiretta. Esclusa la presenza di Stato islamico e al Nusra. La Turchia mette il veto sulla presenza curda. Ma sull’esito pesano i contrasti in seno all’opposizione, che non ha trovato l’accordo sulla delegazione. Almeno 23 morti in un attentato ad Aleppo.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Si apriranno il prossimo 29 gennaio i colloqui finalizzati a raggiungere una soluzione politica per far cessare la guerra in Siria. Le parti coinvolte avranno sei mesi di tempo per trovare un compromesso che metta fine a un conflitto che ha causato in cinque anni 260mila morti, 4,6 milioni di profughi e almeno 12 milioni di sfollati interni. Tuttavia sull’esito dell’incontro pesano i conflitti in seno al fronte dell’opposizione siriana, che non ha ancora trovato un accordo sulla delegazione di rappresentanti chiamata a partecipare ai colloqui. 

A pochi giorni dall’inizio dei colloqui, le trattative sulla composizione delle delegazioni e i nomi dei partecipanti continuano, gettando più di un’ombra sull’eventuale successo.

Le priorità fissate dall’inviato speciale Onu Staffan de Mistura sono il raggiungimento del cessate il fuoco, la lotta al cosiddetto Stato islamico (SI) e l’aumento degli aiuti, in particolare nelle zone più a rischio. L’alto diplomatico parla di “negoziati di prossimità” di natura indiretta; sarà affidato agli stessi negoziatori il compito di portare i messaggi fra le parti in lotta. 

Questi colloqui sono stati rimandati più volte, per il mancato accordo sulle delegazioni chiamate a parteciparvi; in particolare, vi sono forti contrasti in seno alla variegata galassia dell’opposizione siriana, che non ha ancora trovato una voce comune. Inoltre, la Turchia ha già minacciato di far saltare ogni tentativo di pace se verranno invitate rappresentanze curde al tavolo delle discussioni, che Ankara ha sempre considerato “terroriste”. 

Di contro, viene esclusa la presenza di personalità dello SI o di al-Nusra, cellula siriana della rete di al Qaeda. 

I colloqui che si apriranno nei prossimi giorni a Ginevra si concentreranno sulla tabella di marcia fissata a dicembre dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede l’immediato cessate il fuco, un governo di transizione in sei mesi e l’elezione entro i prossimi 18 mesi. L’opposizione insiste sulla posizione attuale, che guarda a un “governo di transizione” che metta la parola fine al dominio del presidente Bashar al Assad. Il capo della diplomazia di Washington sembra inoltre orientato alla nascita di un “governo di unità nazionale”, e non di un esecutivo “di transizione” compre previsto dalla risoluzione 2254 del 18 dicembre. “Non vi sono precondizioni” per venire a Ginevra, ha aggiunto de Mistura, secondo cui il messaggio è “venite qui e parliamo”. 

Intanto non si fermano le violenze nel Paese. Ieri almeno 23 persone sono morte in un attacco sferrato contro un check-point dei ribelli ad Aleppo. Al momento non si conoscono i nomi dei responsabili dell’attentato, che ha causato anche decine di feriti. La maggior parte delle vittime erano combattenti del gruppo ribelle islamico Ahrar el-Cham. Fonti locali riferiscono che il kamikaze era a bordo di un camion carico di esplosivo, che si è fatto saltare in aria nei pressi del quartier generale del gruppo, nel quartiere di Soukkari. 

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