09/02/2016, 11.53
PAKISTAN
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Discriminato “uomo dell’acqua” di un liceo: “Cristiano non puoi dare da bere agli studenti”

di Shafique Khokhar

Qaisar Jahan lavora da novembre 2015 alla MC Girls High School di Faisalabad consegnando acqua alle studentesse. Da quando la direttrice ha scoperto che è cristiano, gli impone di fare le pulizie e non dare più da bere. L’uomo si è rifiutato e ha sporto denuncia: “Non mi piegherò come hanno fatto altri”.

Faisalabad (AsiaNews) – “Sei cristiano e nessuno nella scuola vuole ricevere un bicchiere d’acqua da te”. È quello che si è sentito dire Qaisar Jahan, lavoratore cristiano assunto come “uomo dell’acqua” alla MC Girls High School di Partab Nagar (Faisalabad) e ora discriminato per il suo credo religioso. La direttrice dell’istituto, infatti, gli ha intimato di interrompere il servizio di distribuzione dell’acqua nella scuola e di lavorare come uomo delle pulizie. Qiasar ha rifiutato e ha sporto denuncia.

A maggio 2015, il precedente “uomo dell’acqua” della MC Girls High School è morto, e così Najma Naheed, direttrice musulmana, ha fatto richiesta al Distretto dell’educazione (Edo) per un nuovo impiegato. La scelta è caduta su Qaisar, che ha iniziato a lavorare a novembre. Già dalla fine di dicembre, però, la direttrice ha iniziato a metterlo sotto pressione e a lamentarsi perché l’uomo aveva rifiutato la sua nuova mansione di uomo delle pulizie. Il 6 febbraio Najma Naheedto ha scritto una lettera di denuncia all’Edo.

Qaisar, a cui è impedito di svolger la mansione per cui è stato assunto, si è rivolto a Lala Robin Daniel, attivista politico e sociale cristiano, che ieri ha presentato reclamo all’Edo per discriminazione religiosa: “L’atto discriminatorio della direttrice – afferma – è contro l’etica e il codice di comportamento umani, contro gli Articoli 11 e 27 della Costituzione del Pakistan e contro le convenzioni 105 e 111dell’International Labour Organization. Le richieste non necessarie della direttrice sono contro la legge, per cui noi alzeremo la voce e chiederemo alle autorità di prendere provvedimenti contro di lei e di garantire la protezione della legge ai lavoratori che appartengono alle minoranze”.

“Io combatterò per i miei diritti – assicura Qaisar Jahan – e non mi piegherò di fronte a questo tipo di persone, perché credo che il mio salvatore Gesù Cristo mi aiuterà a fare giustizia. Ci sono altri due miei amici che sono stati assunti come ‘uomini dell’acqua’ in altre due scuole ma sono costretti a fare le pulizie. Io non lo farò”.

Anche l’accusa di blasfemia che ha colpito Asia Bibi nel 2010 era iniziata con una disputa sull’acqua. Alla donna, lavoratrice agricola, era stato chiesto di portare dell’acqua alle sue colleghe musulmane, ma un gruppo di loro ha obbiettato dicendo che Asia essendo non musulmana avrebbe reso impuro il recipiente e per questo non doveva toccare l’acqua.

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