23/03/2016, 08.45
ARABIA SAUDITA
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Arabia Saudita, arrestato leader religioso sciita: ha “esaltato” Hezbollah

Il fermo di Hussein al-Radi è avvenuto nella Provincia Orientale e rientra nella “guerra” lanciata dagli Stati del Golfo contro i sostenitori del gruppo militante libanese. Egli era già finito nel mirino delle autorità per aver difeso Nimr al-Nimr. In un video diffuso in rete lo aveva definito un “eroe”. 

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Le forze di sicurezza saudite hanno arrestato un leader religioso sciita, con l’accusa di esaltare le azioni di Hezbollah. Secondo il quotidiano arabo Al-Watan, Hussein al-Radi (nella foto) è stato arrestato nel contesto della “guerra” lanciata dagli Stati del Golfo - in prima fila i sauditi - contro il movimento militante e armato sciita libanese, definito “terrorista”. I governi della regione hanno quindi disposto una serie di misure punitive contro eventuali “sostenitori”. 

Gli Hezbollah sono un gruppo militante e armato sciita, la cui influenza nella politica libanese è cresciuta sempre di più in questi decenni. Alleati e sostenuti dall’Iran, essi hanno messo la loro forza militare a servizio di Assad nel combattere le milizie fondamentaliste di al-Nusra (al Qaeda) e dello Stato islamico (SI), infliggendo loro pesanti sconfitte.

Il fermo dell’imam sciita è avvenuto nella regione di Al-Ahsa, nella provincia Orientale. 

Hussein al-Radi avrebbe “esaltato” le gesta del “gruppo terrorista Hezbollah” e “insultato il regno” in un video “pubblicato e condiviso” in rete. Egli ha inoltre “rotto patti siglati in precedenza” con le autorità, che lo avevano già incriminato “per aver difeso il terrorista Nimr al-Nimr dopo la sua esecuzione”. 

A inizio gennaio il governo saudita ha deciso di giustiziare 47 persone per “terrorismo”, fra le quali vi era anche dignitario sciita Nimr al-Nimr, a capo di una protesta della minoranza musulmana sciita nel Paese che denuncia un atteggiamento di “emarginazione”. L’esecuzione ha innescato una vasta protesta nella capitale e in altre città iraniane, sfociate nell’attacco alla sede diplomatica saudita a Teheran e al suo consolato a Mashad.

In risposta all’attacco diversi governi del mondo arabo e del Golfo hanno deciso di ritirare il proprio ambasciatore in Iran, fra cui Qatar Kuwait, Arabia Saudita, al Bahrain e al Sudan, innescando una crisi politica (e religiosa) nel mondo islamico fra sunniti e sciiti. 

Nel video registrato il 20 marzo scorso Radi, con una folta barba bianca, parla da un podio inneggiando al leader di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah, definendolo un “eroe”. Egli ha inoltre parlato dell’Iran come di una potenza regionale e internazionale. 

Ibrahim AlMugaiteeb, presidente di Human Rights First Society, movimento attivista con base nella Provincia Orientale, afferma di non essere sorpreso per l’arresto di Radi. Egli aggiunge che non è ammissibile il fermo di un leader religioso così anziano, sebbene sia altrettanto vero che “ha tirato la corda” con le sue dichiarazioni. 

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