31/10/2016, 09.06
COREA DEL SUD
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La “Rasputin della Corea” è tornata in patria per lo scandalo sui discorsi della presidente Park

Choi Soon-sil, 60 anni, è amica e confidente della Park dai tempi dell’uccisione della madre, nel 1974. Choi padre era un personaggio ambiguo, prima monaco buddista, poi pastore cristiano, poi leader di una Chiesa da lui fondata. Manifestazioni a Seoul e a Busan che accusano la Park di essere “un burattino” della Choi.

Seoul (AsiaNews) – Choi Soon-sil, soprannominata dai media “la Rasputin della Corea” è tornata ieri in patria per rispondere alle accuse di aver influenzato la presidentessa Park Geun-hye editando i suoi discorsi e consigliandola al di fuori di ogni canale ufficiale.

Lo scandalo politico che è nutrito ogni giorno da nuove rivelazioni, rischia di azzoppare l’ultimo anno di presidenza della Park e di toglierle ogni possibilità di essere rieletta.

Due giorni fa in serata migliaia di coreani hanno manifestato per le strade di Seoul e Busan domandano le dimissioni della Park. Da parte sua la presidentessa ha chiesto le dimissioni di 10 dei suoi segretari che avrebbero permesso l’influenza di Choi Soon-sil.

Portando candele e indossando maschere col viso della Park e di Choi, la gente gridava slogan quali “Chi è il vero presidente?” e “Park Geun-hye dimettiti”. Alcuni avevano in mano dei bastoni con fili che muovevano le braccia di altri manifestanti, suggerendo che Park sia stata guidata come “un burattino” dalla Choi.

Choi Soon-sil, 60 anni, è amica della Park dagli anni ’70. Suo padre, Choi Tae-min, ora defunto, era un personaggio ambiguo. Prima monaco buddista, poi pastore cristiano, poi leader di una Chiesa della Vita eterna, egli ha incontrato e confortato la Park dopo l’assassinio della madre, la moglie del dittatore Park Chung-hee, uccisa nel 1974. Choi Tae-min rivelò che la donna le era apparsa in sogno chiedendogli di aiutare la figlia.

Dopo l’uccisione di Park, da parte del suo capo di spionaggio nel 1981, i legami fra Choi padre e figlia e Park Geun-hye si sono rafforzati. Alla morte di Choi Tae-min nel 1994, la figlia ha continuato a svolgere il ruolo di confidente e amica della Park. Il suo ex marito ha servito la Park fino alle elezioni presidenziali del 2012.

Le accuse puntano sul fatto che la Choi avrebbe ricevuto i discorsi della Park e li avrebbe editati, pur non essendo parte del suo staff; inoltre avrebbe consigliato la presidentessa assunzioni di persone nel governo.

Choi è anche accusata di aver usato la sua influenza sulla Park per ricevere fondi da compagnie coreane e di essersi appropriata di denaro destinato a organizzazioni no-profit.

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