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  • » 02/02/2017, 12.50

    COREA DEL SUD-VATICANO

    Radicare e diffondere nella diocesi di Daejeon “l’effetto Francesco”



    Un sinodo diocesano per radicare la svolta causata nella società coreana dalla visita compiuta dal Papa nel 2014. Un “camminare insieme” dal quale si attende la nascita di due correnti: l’una è di vivere attivamente la spiritualità del martirio; l’altra è di applicare il sapere professionale e le competenze dei laici all’evangelizzazione.

    Daejong (AsiaNews) – Radicare e diffondere nella diocesi di Daejeon “l’effetto Francesco”, ossia la svolta provocata nella società coreana dalla visita compiuta dal Papa nel 2014, in particolare con un atteggiamento più favorevole verso la Chiesa cattolica e la sua dottrina sociale.

    Un obiettivo del quale il vescovo Lazzaro You Heungsik (nella foto, in occasione della visita papale) ha parlato nei giorni scorsi con papa Francesco e per il quale la diocesi sta svolgendo il Sinodo diocesano (8 dicembre 2015~2018). Un “camminare insieme” dal quale si attende la nascita di due correnti: l’una è di vivere attivamente la spiritualità del martirio; l’altra è di applicare il sapere professionale e le competenze dei laici all’evangelizzazione.

    Per il primo punto: la diffusione della spiritualità del martirio, inteso nel suo significato originario di testimonianza,  la diocesi di Daejeon dispone della cosiddetta ‘Scuola del martirio’ per ricordare alla società di oggi la spiritualità dei martiri e per incoraggiare a seguirla anche oggi. La ‘Scuola del martirio’ gestisce dei programmi per spostare il nucleo centrale dal ‘morire’ al ‘vivere nella testimonianza’ con l’aiuto di esperti, pastori, sacerdoti, religiosi e laici. Contro gli ‘–ismi’ dominanti nel mondo di oggi: materialismo, liberismo economico, egoismo, ecc. che distruggono la dignità della creazione, la suddetta si sforza di promuovere il senso di comunione al fine di creare la giustizia e la pace.

    Attraverso il pellegrinaggio a piedi, la ‘Scuola del martirio’ aiuterà a collegare i fedeli alla vita dei martiri. Inoltre, finanziando studi e ricerche sulla vita dei martiri, si propone di diffondere la loro vita in tutto il mondo. E la commissione per la beatificazione e la canonizzazione dei martiri svolgerà i movimenti di imitare la vita dei martiri in cui la fede e la vita erano tutt’uno.

    La necessità della evangelizzazione tramite la partecipazione attiva dei laici, seconda “corrente” attesa dal sinodo, è stata evidenziata chiaramente dalla visita del Papa. E’ un cambiamento necessario per compiere le missioni richieste alla Chiesa in Corea per la Chiesa dell’Asia e di tutto il mondo. Per questo cambiamento, il compito più urgente è considerato quello di ricuperare la fase dei laici che hanno fondato la Chiesa in Corea. Riconoscendo il valore dell’evangelizzazione da parte dei laici, la diocesi vuole offrire loro la possibilità di svolgere un ruolo centrale nella progettazione e nell’attuazione della pastorale. E il fatto che nella diocesi sono concentrati i migliori scienziati, tecnologi e amministratori ci dà motivo di sperare che essi, impegnandosi nel loro lavoro secolare, possano svolgere la loro missione per costruire il regno di Dio.

    Quest’opera, inserita nei progetti del Sinodo, si attende di svolgere come le attività centrali della pastorale diocesana. ① La pastorale familiare e i giovani ② Il dialogo tra scienza e fede ③ Lo stabilimento dei operai immigrati e contadini ④ La riconciliazione e riunificazione tra il Sud e il Nord ⑤ L’approfondimento del catechismo sociale.

    L’urgenza di una pastorale familiare

    L’urgenza di una pastorale familiare in Corea del sud è evidenziata da fattori come la continua crescita del tasso di divorzi, attualmente il più alto dell’Asia. Inoltre, la Corea è diventata stabilmente un Paese col tasso di natalità più basso del mondo. Il Sinodo diocesano sta cercando modalità educative concrete, pratiche per aiutare la famiglia e la vita. Per quanti hanno difficoltà a causa di concezioni errate sull’amore e la sessualità, è stato inaugurato il Pontificio istituto teologico del matrimonio e famiglia di San Giovanni Paolo II presso l’Università Cattolica di Daejeon per formare religiosi e laici che possano servire la famiglia e la vita nelle parrocchie e nelle diverse istituzioni operando come catechisti. Sta per essere inaugurata la Scuola evangelica della famiglia e della vita che ha una durata di 12 settimane. Questa scuola è in linea con il weekend per i fidanzati, con l’educazione matrimoniale di Cana, del ME (Marriage Encounter), del rinnovamento del matrimonio, e della scuola dei genitori.

    Il fatto poi che nella diocesi di Daejeon ci sono i migliori istituti di ricerca, leader nel mondo per lo sviluppo scientifico-tecnologico può offrire occasioni in cui gli scienziati laici, esperti nel settore scientifico-tecnologico possano studiare e discutere regolarmente con i pastori e i teologi. Ciò può contribuire a superare la disarmonia esistente tra la visione scientifica del mondo e quella della fede, una delle cause dell’indifferenza dei giovani.

    Dopo la visita di Papa Francesco, sono sorte molte discussioni e sono state effettuate ricerche sui contenuti di testi quali Evangelii Gaudium, Laudato Sì, Misericordiae Vultus e Amoris Laetitia. Grazie a questo fiorire di studi, si sta sviluppando la conoscenza del catechismo sociale che permea di sé la fede cristiana. La diocesi di Daejeon vuole contribuire alla ricerca sistematica e attiva sulla direzione pastorale, individuando i problemi diplomatici, politici e sociali che la Corea sta affrontando dalla prospettiva del catechismo sociale e rettificandoli dal punto di vista evangelico. Promuoveremo le occasioni per studiare in modo sistematico l’insegnamento sociale della Chiesa e per applicarlo ai problemi attuali del paese. Questi programmi di tipo educativo hanno come obiettivo compiere sforzi concreti per vivere i valori morali quali il rispetto della vita, la giustizia, e la libertà in base al ministero dei laici.

    Lo sforzo per la riconciliazione con il Nord

    Un altro aspetto chiave della realtà di fronte alla Chiesa è lo sforzo da compiere per la riconciliazione tra la Corea del Sud e la Corea del Nord e l’atteggiamento verso i 30mila rifugiati della Corea del nord. Questi ultimi diventano non di rado vittime del pregiudizio e persino dell’odio che creano loro difficoltà per integrarsi nella società sudcoreana. Occorre avvicinarci a loro con uno sguardo amico e pieno di calore, occorre trasformare in simpatia il sentimento dell’eterogeneità culturale ed emozionale, occorre ridurre la differenza di opinioni sulla riunificazione.

    Dopo la divisione del paese avvenuta nel 1953, la Chiesa in Corea ha cercato di favorire la riconciliazione tra il Sud e il Nord attuando varie iniziative per inviare cibo, medicine e macchinari in nome del diritto umano e nella fraternità.

    Oggi, però, si assiste al tentativo di ripristinare un’atmosfera da guerra fredda a causa del spiegamento del sistema antimissile THAAD. È stata cancellata di recente ogni forma di scambi, persino a livello civile, e la tensione fra il Sud e il Nord sta pericolosamente crescendo. In base al catechismo sociale della Chiesa, i vescovi coreani (Commissione per la giustizia e la pace) hanno reso noto la loro posizione contraria allo spiegamento del THAAD in Corea, così com’è contraria all’accordo immorale fra la Corea e il Giappone sul problema delle schiave del sesso (le cosiddette ‘donne conforto’ coreane a disposizione dei militari nipponici) durante la II guerra mondiale che distrugge la dignità umana, e alla pubblicazione e distribuzione di testi di storia che distorcono la storia.

    La via migliore per allentare la tensione, in Corea, è promuovere la riconciliazione e l’unità, riducendo le differenze economiche e culturali tra il Sud e il Nord. A questo punto, la situazione attuale sembra appoggiare l’intento del governo giapponese che, per risolvere i suoi problemi, vuol costruirsi una superpotenza militare e aumentare le vendite delle armi introducendo una nuova modalità di guerra fredda. Allo stesso tempo, il popolo della Corea del nord dovrà affrontare difficoltà economiche ancora più gravi e il regime violento di Kim Jong-un si rafforzerà, generando una situazione di ancor maggiore ingiustizia sociale e riducendo gli spazi di pace. Questa è la ragione per cui la Chiesa in Corea si oppone allo spiegamento del THAAD ed è favorevole a sospendere delle sanzioni economiche contro la Corea del nord.

     

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