07/04/2017, 09.07
SIRIA-USA

Arabia Saudita, Israele e Turchia applaudono Trump. Dure le critiche di Russia e Iran

Plauso dell’Arabia Saudita e Israele, per loro un messaggio anche per Nord Corea e Iran. Per la Turchia “positivo l’attacco”, ma non basta. Russia e Iran criticano la decisione unilaterale, secondo Putin è “aggressione a uno Stato sovrano”.

Washington (AsiaNews) – Il bombardamento della base siriana di Khan Sheikhun ha provocato immediate reazioni, in prima linea da Arabia Saudita e Israele, che hanno subito appoggiato la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Opposta la posizione di Russia e Iran.

Il Ministro saudita degli esteri ha affermato che il lancio missilistico è stata la giusta risposta “ai crimini del regime sul suo popolo, alla luce del fallimento della comunità internazionale nel fermarlo”. L’Arabia Saudita è un nemico storico di Assad, e ha sostenuto i ribelli contro di lui, anche perché considera il conflitto come “proseguimento” di quello contro il suo rivale nel Medio Oriente, l’Iran.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha applaudito la decisione di Trump, a cui dà il “completo sostegno”. Per Netanyahu, l’attacco è un messaggio “forte e chiaro” contro l’uso e la diffusione delle armi chimiche. Secondo l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, l’azione militare è stata “una decisione morale che ha inviato un triplo messaggio”, non solo a Siria, Iran e Nord Corea, ma anche alla comunità internazionale, sulla possibilità di agire in situazioni in cui l’Onu è “incapace”. Un messaggio che secondo Netanyahu “risuonerà non solo a Damasco, ma a Teheran, Pyongyang e in qualunque altro luogo.”

Anche la Turchia ha dichiarato il suo appoggio a Trump. Il vice Primo ministro Numan Kurtulmus ha detto oggi, durante un’intervista televisiva, che è “imperativo che il regime di Assad sia punito dalla comunità internazionale”. Secondo lui, il raid areo è “positivo, ma dovrebbe essere portato a compimento e “il regime barbarico di Assad subito fermato”. La Turchia aveva già preannunciato il suo sostegno ieri, quando Tayyip Erdogan aveva annunciato che sarebbe stato pronto a fare la sua parte in caso di attacco degli Stati Uniti.

Critici invece Russia e Iran, alleati di Assad. Il presidente russo Vladimir Putin considera l’azione militare Usa una “aggressione a uno Stato sovrano in violazione del diritto internazionale.” Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov ha affermato che il Presidente considera le motivazioni del bombardamento un “pretesto forzato”.

Il portavoce iraniano del Ministero degli esteri afferma che “l’Iran condanna con fermezza tutti gli attacchi unilaterali di questa natura. Queste misure rinforzano il terrorismo in Siria e complicano la situazione in Siria e nella Regione”.

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