14 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 09/06/2008, 00.00

    MYANMAR

    La giunta birmana blocca la fuga dei disperati



    Una barca con 65 persone bordo, fra cui donne e bambini, è stata intercettata e fermata dalla marina militare. È il primo caso ufficiale di boat-people che cercano di abbandonare il Paese, nel quale è ancora oggi difficile portare aiuti a causa della chiusura imposta dal regime al potere.

    Yangon (AsiaNews/Agenzie) – La marina militare birmana ha fermato 65 persone, fra le quali 20 donne e 15 bambini, che a bordo di un’imbarcazione cercavano di fuggire da Bogalay, città nei pressi del confine con la Thailandia, segnata dal ciclone Nargis, abbattutosi il 3 maggio scorso sul Myanmar. Secondo l’associazione umanitaria Network for Democracy and Development – Ong con sede al confine fra Thailandia e Birmania – la barca dei disperati è stata intercettata lo scorso 2 giugno nei pressi dell’isola Zardatgyi, a ovest della città di Kawthaung: “I boat-people avevano lasciato Bogalay a bordo di una imbarcazione il 24 maggio, cercando rifugio in uno dei campi profughi al confine con la Thailandia”.

    I disperati hanno perso case ed effetti personali a causa del ciclone Nargis, che ha sconvolto le regioni costiere al centro del Paese lasciandosi alle spalle oltre 133mila fra morti o dispersi. A un mese dalla tragedia sono ancora numerose le popolazioni che non hanno ricevuto alcun aiuto, in particolare nelle zone del delta dell’Irrawaddy. “È il primo caso di cui veniamo a conoscenza – affermano i funzionari del NDD – di persone che cercano di abbandonare i villaggi d’origine”.

    Il Myanmar, retto da una giunta militare al potere dal 1962, è teatro di continui tentativi di fuga da quando il regime ha represso nel sangue le rivendicazioni del movimento che si batte per la democrazia; nel 1988 i militari hanno massacrato 3mila persone e arrestato migliaia di attivisti che chiedevano maggiore libertà e diritti umani.

    Ad oggi più di un milione di birmani lavorano nella vicina Thailandia in condizione di clandestinità o semi-clandestinità, mentre centinaia di migliaia vivono in centri di accoglienza temporanea nei pressi del confine fra i due Paesi, in attesa di un ritorno alla democrazia. A causa degli effetti devastanti provocati dal ciclone è ipotizzabile un nuovo esodo di massa, considerato anche l’atteggiamento di chiusura della giunta al potere che, a tutt’oggi, impedisce l’ingresso di associazioni umanitarie internazionali. “Il numero delle vittime è destinato a salire – sottolineano i portavoce del NDD – almeno sino a quando non sarà possibile entrare nel Paese e portare aiuti concreti alla popolazione”, che versa in condizioni disastrose. Secondo l’Irrawaddy Magazine – un mensile che si occupa delle questioni birmane edito in Thailandia – vi sono almeno “100 vittime del ciclone che, dal delta del fiume e dalla capitale Yangon, hanno viaggiato sino a Mae Sot, al confine con la Thailandia, in cerca di aiuto e soccorso”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/06/2008 MYANMAR
    Nargis, orfani del ciclone vittime del lavoro minorile
    I bambini sopravvissuti alla tragedia devono affrontare una duplice sfida: ricongiungersi al nucleo familiare e sfuggire ad aguzzini e sfruttatori. Attivista per i diritti umani sottolinea che la situazione è “disperata” e le famiglie “sacrificano i propri figli”.

    17/07/2008 MYANMAR
    Profughi di Nargis sfruttati per la ricostruzione di intere zone della Birmania
    La giunta militare utilizza il lavoro di adulti e bambini per rifare strade, case e ponti senza pagare nessuno. Chi non cede al ricatto è costretto a versare una tassa e viene tacciato di “opportunismo”.

    04/07/2008 MYANMAR
    Il dramma dei birmani, segnati dal ciclone e dalla crudeltà del regime
    Bambini e insegnanti traumatizzati, rifugiati allontanati dai centri di accoglienza e privati degli aiuti, giornalisti arrestati: a due mesi dal passaggio di Nargis il Paese è sull’orlo del collasso. Ieri una nave affondata nel delta dell’Yrrawaddy ha causato altri 38 morti.

    01/08/2008 MYANMAR
    Rischia due anni di carcere l’attore che aiutava le vittime del ciclone Nargis
    Zarganar è stato incriminato con l’accusa di “turbamento dell’ordine pubblico”, un capo di imputazione che prevede fino a due anni di galera. L’inizio del processo previsto per il prossimo 7 agosto; con il comico alla sbarra anche tre attivisti per i diritti umani.

    16/06/2008 MYANMAR
    Giunta militare: via i medici stranieri dalle zone di Nargis
    Il governo sostiene di non avere più bisogno di dottori dall’estero e chiude i campi d’accoglienza nella zona del delta dell’Irrawaddy. Bloccato l’ingresso di un team medico dalla Thailandia. Troppi ostacoli dalle autorità, diminuiscono anche gli aiuti dei privati.



    In evidenza

    MEDIO ORIENTE - USA
    Gerusalemme capitale, cristiani in Medio oriente contro Trump: distrugge le speranze di pace



    Il patriarcato caldeo critica una scelta che “complica” la situazione e alimenta “conflitti e guerre”. Il card. Raï parla di “decisione distruttiva” che viola le risoluzioni internazionali. Il papa copto Tawadros II cancella l’incontro col vice-presidente Usa Pence. Continua la protesta “rassegnata” dei palestinesi. Attivisti israeliani: gli Usa hanno abdicato al ruolo di mediatori nella regione. 

     


    CINA
    Le false promesse di Xi Jinping e la cacciata della ‘popolazione più bassa’ da Pechino

    Willy Wo-Lap Lam

    Decine di migliaia di migranti e le loro famiglie sono stati espulsi e mandati via dalla capitale. Eppure al recente Congresso del Partito, il presidente Xi ha promesso sostegno e aiuti contro la povertà. Nessuna ricompensa e nessun aiuto legale o caritativo per gli sfollati. Esiste nel Paese un “darwinismo sociale”, che condanna all’emarginazione le classi rurali e fa godere di privilegi e aiuti le classi cittadine. Per gentile concessione della Jamestown Foundation.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®