24/07/2008, 00.00
CAMBOGIA - THAILANDIA
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Al Consiglio di sicurezza la disputa sul tempio di Preah Vihear

La riunione entro la prossima settimana. Preoccupazione per il potenziale “stato di guerra”. Intanto i due Paesi ammassano sempre maggiori forze presso il tempio.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite discuterà entro la prossima settimana la disputa tra Cambogia e Thailandia per il tempio di Preah Vihear, per debellare quello che è definito “un imminente stato di guerra”. Intanto le parti hanno ammassato nell’area circa 4mila soldati con artiglieria pesante.

Maurice Ripert, ambasciatore francese presso l’Onu, ha manifestato ieri preoccupazione per “la crescente tensione” e confermata la riunione del Consiglio “il più presto possibile”. Oggi le due parti si scambiano accuse di aumentare la presenza militare nella zona e ciascuna dice che sono maggiori le truppe e gli armamenti schierati dall’altra.

La contesa riguarda un’area di circa 4,6 chilometri quadrati su cui sorge il tempio, che nel 1962 la Corte internazionale di giustizia ha assegnato alla Cambogia. Proprio Phnom Penh ha chiesto l’intervento dell’Onu, dopo che il 21 luglio sono state inutili 8 ore di colloqui a porte chiuse tra i due ministri degli Esteri. Ha anche chiesto la mediazione dell’Associazione delle Nazioni del sudest asiatico, cui entrambi i Paesi aderiscono, ma l’Asean li ha solo invitati a “proseguire il negoziato bilaterale”.

In risposta l’ambasciatore tailandese presso l’Onu, Don Pramudwinai, ha accusato la Cambogia di “volere non solo il tempio ma l’intera zona”, in forza di pretese “prive di fondamento legale”, fondate su una vecchia ripartizione coloniale francese. Bangkok afferma che la zona del tempio sia una “proprietà comune”, per tradizione e importanza storica e religiosa, e il 15 luglio ha mandato i soldati per “vigilare” sulla propria integrità territoriale. Phonm Penh ha inviato truppe a sua volta e risponde che è sempre stata “suolo cambogiano”.

Nel problema si inseriscono le questioni politiche interne dei due Paesi. In Thailandia gruppi all’opposizione premono sull’orgoglio nazionale per far cadere il governo e il ministro degli Esteri Samak Sundaravej si è già dovuto dimettere. Mentre in Cambogia domenica ci sono le elezioni politiche.

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