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» 17/09/2008
TURKMENISTAN
Due giorni di battaglia urbana ad Ashgabat: venti di rivolta?
Incerte le cause : il governo parla di un’azione contro narcotrafficanti, ma fonti indipedenti indicano un colpo di Stato fallito. Decine di morti. Una rigida dittatura controlla ogni aspetto della vita sociale, ma la gente vive in grande povertà e il malcontento cresce.

Ashgabat (AsiaNews/Agenzie) – Rimangono contraddittorie e incomplete le versioni sulla battaglia urbana di Ashgabat del 12 (giorno della Festa nazionale) e 13 settembre, con parecchi morti e parte della città sbarrata. I media statali ripetono che la polizia ha sgominato un’organizzazione di narcotrafficanti ma altre fonti parlano di gruppi antigovernativi scoperti dai servizi di sicurezza, o di estremisti islamici.

Solo il 15 settembre i media statali hanno spiegato che c’è stata un’operazione per "arrestare criminali trafficanti di droga", nella quale sono morti diversi funzionari di polizia. Come ha anche confermato il presidente Kurbanguly Berdymukhammedov. Gli scontri sarebbero iniziati nel quartiere Khitrovka, "uno dei più poveri della capitale". Mancano persino dati ufficiali sui caduti della polizia, che secondo alcuni sarebbero circa 40.

Pare siano tuttora in corso arresti, perquisizioni e interrogatori, ad Ashgabat e in altre città, mentre l’esercito le presidia.

Nel Paese in pratica non esistono media indipendenti, ma i siti web di opposizione (non leggibili in Turkmenistan) parlano del fallito tentativo di rovesciare il governo, o anche di una protesta spontanea della popolazione infuriata per la povertà, la disoccupazione e la mancanza di qualsiasi possibilità di cambiamento. Mentre media russi indicano una "resa dei conti" tra differenti gruppi delle forze di sicurezza. Esperti commentano che, in ogni caso, l’episodio mostra come aumenti la protesta e la instabilità nel Paese e prevedono che la situazione possa solo peggiorare finché il potere è "concentrato in una sola persona".

L’elezione di Berdymukhammedov nel febbraio 2007 fu salutata con grandi speranze di cambiamenti, dopo 21 anni di potere dittatoriale del suo predecessore Saparmurat Niyazov. Ma Berdymukhammedov avrebbe preso il potere con un vero colpo di mano, con l’arresto del presidente designato ad interim Ivezgueldy Ataev. E in pratica quasi nulla è cambiato: non c’è alcuna libertà politica o di parola e nonostante i vasti giacimenti di gas la popolazione vive in povertà.


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