29/10/2008, 00.00
RUSSIA - CINA
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Il greggio siberiano andrà in Cina

Firmato l’accordo per la costruzione di un oleodotto dalla Siberia alla Cina. I premier Wen e Putin lodano la collaborazione e le intese Russia-Cina e progettano di lavorare insieme per riformare la finanza mondiale ottenendo “maggior voce”.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Il premier cinese Wen Jiabao e quello russo Vladimir Putin sono d’accordo per un oleodotto che porterà il petrolio dalla città siberiana di Skovorodino alla Cina, lontana 70 chilometri, per poi collegarsi alla rete cinese fino al centro petrolifero di Daqing (Heilongjiang). Ampie intese tra i 2 premier, pronti a giocare insieme un ruolo guida nel mondo.

Fonti di stampa danno l’accordo per siglato ieri, anche se Dmitry Peskov, portavoce di Putin, dice che “proseguono i colloqui”. Ora le russe Rosneft e Transneft e la cinese China National Petroleum Corporation concorderanno (pare entro il 25 novembre) i dettagli per l’oleodotto, che porterà 15 milioni di tonnellate di greggio l’anno (circa il 4% del consumo cinese) e farà parte della condotta Siberia Orientale-Oceano Pacifico ancora in costruzione, che vuole portare il greggio russo all’intera Asia. Pechino accorderà alle ditte russe un finanziamento per miliardi di euro per realizzare tali opere, che sarà poi restituito in greggio.

Pechino supera così l’agguerrita concorrenza del Giappone, che ha cercato di convincere Mosca a dirigere sulle sue isole l’oleodotto fino al Pacifico.

Wen, a Mosca per il Forum economico Russia-Cina, ha manifestata l’intenzione di “approfondire la cooperazione [con Mosca] nel settore energetico”. “Russia e Cina sono le economie emergenti che hanno maggior influenza nel mondo” e possono “aumentare la cooperazione nel settore finanziario” per combattere la crisi globale e riformare insieme la finanza mondiale. “Abbiamo bisogno di un nuovo sistema nel quale le nazioni in via di sviluppo abbiano maggior voce. Dobbiamo differenziare il sistema valutario, la cui stabilità dovrà poggiare su diverse valute”.

Ottimismo condiviso da Putin, che ha precisato che “è difficile trovare un altro Paese che sia nostro partner in una così ampia gamma di interazioni” e ha biasimato “l’irresponsabilità” degli Stati Uniti per non avere impedito la crisi globale.

Di fronte alla crisi mondiale, la Cina ha riserve valutarie per 1,9 trilioni di dollari e la Russia ha ammassato oltre 500 miliardi di dollari negli ultimi anni, specie con la vendita di energia.

La Russia è solo la 5° maggior fonte di greggio per la Cina e Zhang Guobao, capo dell’Ufficio statale cinese per l’energia, ha confermato la volontà di “costruire oleo e gasdotti, aumentare la cooperazione in ogni settore, anche nella sfera nucleare”. I due Paesi hanno siglato vari accordi, tra cui per la vendita di elicotteri pesanti russi alla Cina e lo sviluppo di un nuovo elicottero civile con tecnologia russa e capitali cinesi.

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