06/11/2008, 00.00
TAIWAN – CINA
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Storica stretta di mano fra Ma Ying-jeou e l’inviato di Pechino

È la prima volta dal 1949. Il presidente taiwanese ha anche spiegato che in nome del “benessere” di tutti, occorre affrontare anche la sicurezza di Taiwan e il suo statuto internazionale.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Per la prima volta dal 1949, un presidente taiwanese ha stretto la mano a un leader di Pechino. La storica stretta di mano è avvenuta oggi fra Ma Ying-jeou e Chen Yunlin, l’inviato cinese, responsabile dei rapporti con lo stretto. Attorno alla sede dell’incontro era spiegata una grande forza di sicurezza per prevenire incidenti da parte di attivisti anti-Pechino.

Finora i rapporti fra Cina e Taiwan erano mantenuti fra businessmen, personalità di partito, ma non avevano mai coinvolto in modo diretto il presidente di Taiwan, una carica che la Cina non riconosce perché considera Taiwan un’isola ribelle da riconquistare alla madrepatria. Ma Ying-jeou, terzo presidente democraticamente eletto sull’isola, ha deciso di attuare una politica più cordiale con la Cina, a differenza del suo predecessore Chen Shuibian, odiato da Pechino per le sue mire indipendentiste.

L’incontro è durato meno di 10 minuti in cui Ma e Chen si sono scambiati dei doni. Chen ha regalato  al presidente di Taiwan un dipinto che raffigura un cavallo (che in cinese si dice “ma”, con suono simile al nome del presidente). Ma ha regalato a sua volta un vaso di ceramica.

All’incontro, trasmesso alla televisione, Ma ha anche tenuto un piccolo discorso in cui ha esaltato il “passo in avanti dei rapporti nello stretto”.

Chen è giunto a Taiwan il 3 novembre scorso per una visita di 5 giorni per firmare alcuni accordi economici e potenziare rapporti aerei, postali e  navali fra l’isola e la Cina.

“Lo sviluppo – ha detto Ma – coincide con le attese della gente da entrambi i lati [dello stretto] e contribuirà alla stabilità e alla prosperità”. E ha aggiunto: “Non possiamo negare le differenze e le sfide che ancora esistono, come la sicurezza di Taiwan e la sua posizione nella comunità internazionale. Nel futuro entrambe le parti dovrebbero guardare alla realtà, senza negare l’esistenza l’uno dell’altro, così da promuovere il benessere della gente, la pace dell’area e risolvere ogni differenza”.

Non lontano dalla sede dell’incontro, centinaia di persone erano radunate per protestare contro la presenza di Chen e contro quella che viene definita una “svendita” di Taiwan alla Cina, utile solo ai businessmen di Taiwan e non a tutta la gente. Le proteste sono organizzate dal Partito democratico progressista, all’opposizione, che invece sognano l’indipendenza dell’isola.

Fino ad ora la Cina ha sempre minacciato invasioni e tiene puntati 800 missili contro l’isola, nel caso essa dichiarasse l’indipendenza. Taiwan, che non ha un seggio all’Onu, è riconosciuto solo da 23 Stati. Pur nella sua precarietà diplomatica, Taiwan è l’unica regione cinese pienamente democratica, con un’economia che è fra le maggiori al mondo.

 

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