27/11/2008, 00.00
CINA-TIBET-UE
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Sarkozy incontrerà il Dalai Lama, le Cina annulla il summit con l’UE

Il summit rinviato a "data da destinarsi". Le critiche europee e il commento di tibetani. Intanto in Cina la polizia impedisce a parlamentari europei di incontrare la moglie dell’attivista in prigione Hu Jia.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina ha rinviato l’annuale summit con l’Unione europea fissato per il 1° dicembre a Lione, dove era atteso il premier Wen Jiabao. La decisione è stata presa dopo l’annuncio che Nicolas Sarkozy, presidente francese e di turno dell’Ue, incontrerà il Dalai Lama il 6 dicembre in Polonia.

Qin Gang, portavoce del ministero cinese degli Estesi, 2 giorni fa ha ribadito “l’opposizione a contatti tra leader politici esteri e il Dalai Lama”.

Ieri l’Ue, in un comunicato ufficiale, ha detto che “ne prende nota e si rammarica per questa decisione della Cina” di rinviare l’11mo summit tra le 2 parti, per il quale aveva “grandi progetti”. Aggiunge che intende continuare “a promuovere una collaborazione strategica” con la Cina, specie nei settori economico e finanziario. Nel 2008 Sarkozy per non offendere Pechino ha già evitato un programmato incontro con il Dalai Lama, mandandoci sua moglie Carla Bruni e il ministro degli Esteri Bernard Kouchner (nella foto).

Geshe Gedun Tharchin, lama tibetano residente a Roma, commenta ad AsiaNews che “Pechino vuole impedire qualsiasi incontro del Dalai Lama con leader esteri, qualsiasi suo riconoscimento ufficiale. Insiste a definirlo un pericoloso criminale” che fomenta il terrorismo in Tibet e ne vuole la secessione. Mentre la comunità mondiale lo ritiene un leader spirituale che lotta per preservare la cultura e la religione del Tibet.

A maggio la Cina, molto criticata per la repressione in Tibet e timorosa per le proposte di boicottare le Olimpiadi di agosto a Pechino,  ha accettato di tenere colloqui con rappresentanti del Dalai Lama. Ma Lama Gedun ricorda che “pochi giorni fa c’è stato l’8° round di questi incontri e i tibetani hanno presentato varie proposte per una maggior autonomia. La Cina le ha tutte definite contro la legge cinese e inaccettabili, ha rifiutato qualsiasi proposta di una maggior autonomia. Forse questi colloqui sono finiti lì”.

Intanto a Pechino due giorni fa la polizia ha impedito a membri del parlamento europeo di visitare a casa Zeng Jinyan, moglie del noto attivista per i diritti Hu Jia in carcere per una condanna a 3 anni e mezzo per istigazione alla sovversione. Ad ottobre il Parlamento europeo ha insignito Hu del prestigioso premio Sakharov, assegnato a chi difende i diritti umani, suscitando le proteste di Pechino.

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