02/02/2009, 00.00
TURCHIA - ISRAELE
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Cresce l’antisemitismo ad Ankara; il boicottaggio economico di Tel Aviv

di Geries Othman
Dopo gli screzi fra Erdogan e Peres a Davos, vi sono segnali sempre più frequenti di antisemitismo. I turchi boicottano i prodotti israeliani; la popolazione d’Israele cancella il turismo in Turchia.

Istanbul (AsiaNews) – C’è crisi e tensione nei rapporti fra Ankara e Tel Aviv, dopo l’affronto di Davos, in cui il premier turco Erdogan ha abbandonato un dibattito per esprimere il suo dissenso verso il presidente Simon Peres, che ha difeso l’offensiva israeliana a Gaza. Soprattutto vi sono segnali di antisemitismo fra la popolazione turca e sempre più freddezza nei rapporti economici tra i due Paesi.

Oggi il quotidiano nazionale turco Milliyet riporta in prima pagina un’intervista a  Silvyo Ovadya dal titolo: “Non vogliamo tolleranza, ma uguaglianza”. In esso Ovadya, presidente delle comunità ebree in Turchia, cerca di chiarire quanto sta succedendo in questi ultimi tempi nel Paese, dopo l’incidente di Davos.

 “Io sono turco – afferma Ovadya   – e non voglio tolleranza: è sufficiente la Costituzione e la democrazia. Certo, chiunque è libero di criticare la politica israeliana, ma ogni discorso contro Israele può fomentare l’odio verso gli ebrei. Io in ogni parte del mondo sono fiero di dire di essere turco. Questa è la mia cittadinanza, qui non sono né ospite né straniero, perché dovrebbero essere tolleranti verso di me?”. Nato a Istanbul nel 1955, laureato in ingegneria elettronica, Ovadya ha prestato il servizio militare nell’esercito turco a Cipro, tifoso del Fenerbache, Silvyo si scaglia contro l’antisemitismo che si sta sviluppando in Turchia.

Già il 23 gennaio di quest’anno, cinque delle principali organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti, hanno scritto una lettera al Primo ministro turco Tayyip Erdogan per chiedergli di "affrontare con urgenza attuale ondata di antisemitismo".

“Caro Primo Ministro, - iniziava così la lettera - scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione per l'attuale ondata di manifestazioni di antisemitismo in Turchia…Molti recenti incidenti sono estremamente dolorosi per noi. Manifestanti turchi assediano il Consolato israeliano in Istanbul, e con slogan pesanti esprimono il loro odio verso gli ebrei. Noi siamo amici di lunga data della Repubblica di Turchia e abbiamo sempre apprezzato il nostro rapporto con il governo. Nello spirito di questo rapporto storico, noi esprimiamo la nostra profonda preoccupazione e, ricordando la sua precedente denuncia di antisemitismo come un ‘crimine contro l'umanità’, ci appelliamo a Lei per affrontare con urgenza questi preoccupanti sviluppi”.

A distanza di due settimane, Ovadya dichiara che attualmente non c’è nessuna aggressione fisica verso ebrei, anche perché la polizia municipale di Istanbul sta sorvegliando con una forza inaudita le sinagoghe lì presenti, ma la pressione psicologica è molto forte. Casi di intolleranza sono all’ordine del giorno: “Un bambino ebreo molto bravo a scuola durante l’intervallo è stato deriso e oltraggiato dai suoi compagni; un poliziotto che sorvegliava la sinagoga si è rifiutato di mangiare il pranzo offertogli perché ‘cibo ebreo’; sulla porta di un negozio di proprietà ebraica vicino all’Università di Istanbul è stato trovato con un manifesto che diceva: "Non comprate qui, dal momento che questo negozio è di proprietà di un ebreo”, racconta con amarezza Ovadya.

Da tempo diverse organizzazioni turche lanciano forti appelli per il boicottaggio dei prodotti israeliani. Ciò potrebbe danneggiare Israele, se si pensa che le esportazioni in Turchia, portano alle casse israeliane circa i tre miliardi di dollari all’anno.

La crisi tra Israele e Turchia non tocca la cooperazione militare tra i due Paesi, ma sta avendo forti ripercussioni economiche. Perché anche da parte d’Israele vi sono colpi all’economia turca, basata sul turismo. Questo clima di tensione ha infatti persuaso molti israeliani a disdire le proprie vacanze in Turchia. Le agenzie di viaggio riferiscono di un calo del 70% delle prenotazioni di voli per le principali località turistiche offerti dalla Turkish Airlines. Si tratta di un duro colpo per il turismo turco. Solo lo scorso anno oltre mezzo milione di israeliani hanno visitato Istanbul e altre città della Turchia grazie a pacchetti turistici molto vantaggiosi che permettono anche a famiglie a basso reddito di poter andare in vacanza in località di mare e di interesse archeologico sulla costa mediterranea come Bodrum e Antalya.

L’ambasciatore israeliano in Turchia si dice però fiducioso: ''Sono convinto che tra qualche tempo saremo in grado di tornare alle nostre normali relazioni: è nell'interesse di entrambi i Paesi provare a calmarsi e andare avanti''.

 

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