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» 09/04/2009
THAILANDIA
Thailandia, 283 convertiti riceveranno il battesimo a Pasqua
di Weena Kowitwanij
Seguendo l’esempio di amici e parenti, essi decidono di approfondire la catechesi e offrono a Cristo “sofferenze e miserie della vita quotidiana”. AsiaNews ha raccolto la testimonianza di tre fedeli.

Bangkok (AsiaNews) – In Thailandia ogni anno più di 200 persone si convertono al cattolicesimo e ricevono il battesimo la domenica di Pasqua. “Quest’anno abbiamo 283 nuovi convertiti, molti dei quali erano buddisti” afferma Tassanee Maturos-suwan, responsabile della catechesi dell’arcidiocesi di Bangkok e della formazione dei nuovi battezzati. “Alcuni di loro sono sposati con donne cattoliche. Altri si uniscono alle attività promosse dalla chiesa”.
 
La donna spiega che alcuni seguono “gli amici che vanno in chiesa” e studiano i fondamenti della fede cattolica a lungo, prima di farsi battezzare. Altri hanno sperimentato la presenza di Dio “nella vita quotidiana”, affidandosi a Cristo “nella miseria e nella consapevolezza di non riuscire a risolvere da soli tutti i problemi”. Di seguito raccontiamo tre esperienze di neo-convertiti, che riceveranno il battesimo la notte di Pasqua:
 
Natda Reabroicharoen è una donna di 28 anni, protestante, che ha scelto di abbracciare il cattolicesimo seguendo l’esempio di un amico. “Anche se cattolicesimo e protestantesimo hanno alcuni tratti in comune – sottolinea Natda ad AsiaNews – mi sento molto più felice ora che ho una nuova vita, un cuore nuovo e una nuova visione. Ancora oggi devo affrontare difficoltà e avversità, ma sono più felice perché con la grazia dell’amore di Dio la mia prospettiva è cambiata”. La donna racconta che durante il periodo quaresimale ha più volte visitato gli orfani ospitati nel centro diocesano di Chantaburi: 140 in tutto dai neonati agli studenti universitari. “Diciamo loro che è facile rendere felici i nostri amici anche solo con un sorriso. Poi aiutiamo i più grandi a fare i compiti, lavare i piatti insieme o condividere ciò che hanno in comune”.
 
Pranee Chansopon è una madre single con un figlio, Nopwit, di 17 anni. Entrambi erano zelanti buddisti: avevano abbracciato gli insegnamenti “dell’illuminato” per “porre fine alle loro sofferenze” del passato. “Dopo alcuni mesi – racconta Pranee – ho capito che la mia mente non si era calmata, così ho abbandonato la vita da monaca buddista”. Una sera un amico del figlio, cattolico della chiesa di San Francesco Saverio, ha parlato “del suo Dio misericordioso, in grado di renderlo felice”. Madre e figlio hanno cominciato a frequentare la messa, nonostante la fede buddista. La donna racconta di come la sua vita sia cambiata, diventando “più amichevole” nei confronti delle persone e lavorando “per il bene degli altri”. “Sono trascorsi anni prima di decidere di andare a catechismo – conclude. La parola di Dio ha sempre la risposta giusta ed è per questo che non vedo l’ora di ricevere il battesimo, grazie al quale ogni mio peccato sarà perdonato”.
 
Dalla chiesa di San Pietro a Samphar, a circa 60 km da Bangkok, arriva la testimonianza di Kitiya Plabuthong, 20 anni, studentessa universitaria. “Sono figlia unica e ho appreso la parola di Dio nella scuola cattolica di San Pietro. Ho sempre nutrito una speciale devozione per la Madonna, chiedendole aiuto per superare gli esami”. I genitori della ragazza sono buddisti, per questo ha preferito aspettare “la maggiore età” prima di convertirsi. “Quando ho chiesto loro il permesso – confessa – i miei genitori hanno acconsentito. Ho detto loro che la Chiesa era la mia casa e la Vergine Maria l’aiuto più prezioso nelle situazioni difficili della mia vita”. “Ho una devozione speciale per la Madonna – conclude la studentessa – per questo ho scelto Maria come nome per il battesimo”.

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by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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