27/04/2009, 00.00
IRAQ
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Kirkuk: commando attacca due famiglie cristiane, tre i morti

Oggi mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, ha celebrato i funerali delle vittime. Alle esequie hanno partecipato “le massime autorità locali e molti musulmani”, che hanno manifestato “sdegno” per i nuovi episodi di violenza. Fonti di AsiaNews parlano di una “esecuzione” a sfondo “confessionale”.
Kirkuk (AsiaNews) – Cristiani irakeni di nuovo nel mirino dei fondamentalisti islamici. Alle 7.30 di ieri sera a Kirkuk un commando armato ha fatto irruzione all’interno di due case cristiane, uccidendo a sangue freddo tre persone. Nel primo attacco è stato ucciso Yussef Saba, impiegato nella compagnia petrolifera Northern Oil Company; il commando ha ferito anche due parenti della vittima, Bassel e Samer, le cui condizioni non sembrano gravi. Sette minuti più tardi il gruppo è penetrato in una seconda abitazione, uccidendo due donne: Munna Dauod e Susan Latif.
 
I funerali delle vittime si sono tenuti oggi nella cattedrale del Sacro Cuore di Kirkuk e sono stati celebrati da mons. Louis Sako, arcivescovo della diocesi. Il prelato sottolinea che “tutta la comunità di Kirkuk” ha partecipato ai funerali: alle esequie “erano presenti le autorità” e semplici cittadini, insieme a “moltissimi esponenti della comunità musulmana” che hanno mostrato “il loro sdegno” per le nuove violenze. Il prelato condanna gli attacchi terroristi, che mirano solo a “creare confusione” nella città e “alimentare il clima di paura” fra i cristiani.
 
Adnan Abdullah, ufficiale di polizia irakeno, spiega che gli attacchi “si sono verificati a breve distanza l’uno dall’altro”. Solidarietà alla comunità cristiana viene espressa dal vice-presidente irakeno Adel Abdul Mahdi, musulmano sciita, il quale invita i cristiani “a non abbandonare il Paese” e chiede alla comunità internazionale “aiuto e protezione” contro gli estremisti.
 
“Gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo sulle indagini”, commenta una fonte anonima locale di AsiaNews e non è trapelato nulla “sui motivi alla base dell’attacco”. “Le famiglie non avevano problemi particolari – prosegue la fonte – e le modalità in cui si è svolto l’attacco fanno pensare a una vera e propria esecuzione. Dalle abitazioni non è stato rubato nulla”. Secondo la fonte, la comunità cristiana irakena è “di nuovo nel mirino dei fondamentalisti islamici” che progettano ed eseguono “attacchi premeditati”.
 
Da Kirkuk spiegano che le famiglie erano già state vittima di un attacco, nella serata di domenica 19 aprile. Esattamente una settimana prima del raid mortale di ieri. “È un omicidio a sfondo confessionale – conclude la fonte – per mandare un avvertimento alla comunità cristiana in Iraq”.(DS)
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