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» 15/07/2009 11:42
ISRAELE - PALESTINA
Soldati israeliani: A Gaza, abbiamo usato palestinesi come scudo umano
di Joshua Lapide
Testimonianze raccolte dall’organizzazione “Breaking the silence”. Esse sono in linea con le accuse dell’Onu, della Lega araba, di organismi umanitari.

Gerusalemme (AsiaNews) – Durante l’operazione “Piombo fuso” del dicembre-gennaio scorso, i soldati israeliani hanno usato civili palestinesi come scudi umani, spingendoli a entrare per primi in edifici dove si sospettava ci fossero bombe, o tunnel con persone armate. Questa è una delle tante testimonianze raccontate da soldati e riservisti israeliani che hanno partecipato alla guerra di Gaza e hanno pubblicato le loro rivelazioni in un libretto ad opera dell’organizzazione “Breaking the silence (rompere il silenzio, www.breakingthesilence.org.il )” .

Tutte le 54 testimonianze raccolte sono anonime. Esse mettono in luce la facilità con cui si sono distrutte case e moschee, anche se non erano obbiettivi militari; l’uso di bombe al fosforo in zone popolate da civili; l’uccisione di vittime innocenti; la distruzione di proprietà private; regole vaghe su cosa fare di fronte ai palestinesi, che ha permesso un uso spropositato delle armi da fuoco per uccidere. Mikhael Mankin di “Breaking the silence” afferma che “le testimonianze provano che il modo immorale in cui la guerra è stata condotta è dipeso dal sistema in atto, più che dagli individui”.

Avital Leibovich, la portavoce dell’esercito israeliano si difende dicendo che il rapporto “contiene testimonianze generalizzate, anonime, senza verificare in dettaglio la loro credibilità”.

Le accuse all’esercito israeliano sono state fatte già da organizzazioni umanitarie e per i diritti umani.

Già alla fine della guerra di Gaza, messa in atto per fermare i missili lanciati da Hamas sulle cittadine israeliane del sud, vi sono state accuse per una risposta eccessiva, documentata dal numero enorme di civili morti.

Secondo il Centro palestinese per i diritti umani, il numero totale di morti è oltre 1400, di cui più di 900 fra i civili, dei quali quasi 300 bambini.

L’Onu ha stilato un elenco delle distruzioni avvenute durante l’operazione “Piombo fuso”: più di 50 mila case distrutte; 800 proprietà industriali; 200 scuole; 39 fra moschee e chiese.

Molte proprietà dell’Onu sono state colpite, producendo vittime fra i civili che avevano trovato rifugio nelle strutture.

Un’inchiesta interna dell’esercito israeliano ha concluso che le truppe di Tsahal hanno combattuto rispettando la legge, sebbene vi siano stati “errori”.

Nelle scorse settimane una commissione Onu è stata a Gaza per verificare possibili crimini di guerra compiuti dall’esercito israeliano. Il governo israeliano non ha voluto collaborare perché ritiene la commissione troppo piena di pregiudizi. Anche una commissione d’inchiesta della Lega araba ha concluso che vi sono innumerevoli prove per accusare l’esercito israeliano di crimini di guerra. La commissione accusa anche i militanti palestinesi dello stesso reato, per il lancio indiscriminato di razzi contro la popolazione civile israeliana.

 


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