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» 03/08/2009
VIETNAM
Nuove manifestazioni di massa a Vinh e in altre zone del Vietnam a sostegno dei cattolici
di Thuy Dung - Trung Tin
Almeno mezzo milione di fedeli hanno protestato contro i pestaggi, gli arresti, i tentativi di uccidere i cattolici. Una coppia picchiata a morte a Dong Yen. Una feroce campagna stampa del governo contro i fedeli rischia di generare nuove violenze.

Vinh (AsiaNews) – Una nuova giornata di proteste è avvenuta ieri a Vinh e in altre diocesi del Vietnam per esigere la fine delle persecuzioni contro i cattolici di Dong Hoi e il ritorno della chiesa di Tam Toa all’uso dei fedeli. Almeno 500 mila persone delle 178 parrocchie della diocesi si sono radunate in diverse zone per denunciare la violenza del governo locale contro sacerdoti, religiose e fedeli laici. Portando striscioni e bandiere bianco-gialle (del Vaticano) essi hanno chiesto giustizia contro la requisizione delle terre e la fine della campagna stampa velenosa contro la Chiesa cattolica, che “diffama la religione e promuove l’odio fra cattolici e non”.

È la seconda volta che avvengono manifestazioni così imponenti in tutto il Vietnam, dopo le violenze della polizia contro alcuni fedeli di Dong Hoi, colpevoli di aver issato una tenda provvisoria vicino alle rovine della chiesa di Tam Toa, che i fedeli vogliono ritorni all’uso per cui essa è stata costruita. Il governo invece vuole farne un monumento contro i crimini di guerra degli americani (che durante il conflitto del Vietnam la bombardarono) e costruire attorno un sito turistico giustificando la scelta con l’affermazione che “non vi sono cattolici a Tam Toa” (cfr. AsiaNews.it, 21/07/2009 Percosse e arresti per sacerdoti e fedeli nella storica chiesa di Tam Toa).

E invece i cattolici di Tam Toa (che fanno parte della diocesi di Vinh, 300 km a sud di Hanoi) ci sono e ieri hanno fatto marce e sit-in. Proprio di fronte agli uffici diocesani di Vinh, a Xa Doai, si sono radunate almeno 10 mila fedeli. P. Peter Nguyen Van Khai commenta: “Sono venuti per esprimere il loro oltraggio davanti ai pestaggi e alle ruberie contro i cattolici da parte di malviventi sostenuti dal governo e per lanciare il messaggio ‘adesso è troppo’ alle orecchie di chi è la causa di tutto questo, il governo locale”.

Nei giorni scorsi AsiaNews ha diffuso la notizia di due sacerdoti, uno picchiato, l’altro gettato dal secondo piano di un edificio (v. 28/07/2009 Prete in coma perché picchiato dalla polizia. Proteste dei cattolici in tutto il Vietnam). P. Van Khai racconta di altre violenze, questa volta contro fedeli laici.

Peter Mai Van Truong, 48 anni e sua moglie di Dong Yen sono stati picchiati a morte e tutte le loro cose, anche i mezzi per sostenersi sono stati confiscati senza alcuna autorizzazione. I due stavano visitando un parente a Tam Toa. Un gruppo di teppisti, scoperto che erano cattolici, hanno cominciato a picchiarli, derubandoli della motocicletta, dei documenti e di una macchina fotografica. Truong stesso racconta: “Alcun i passanti mi hanno portato all’ospedale e qui sono stato ancora picchiato perché mi hanno scambiato per un prete”. Truong ha diverse costole rotte e alcune ferite alla testa e le sue condizioni sono serie. Un fatto da notare è che tutti questi pestaggi sono avvenuti alla luce del sole, alla presenza di decine di poliziotti in uniforme che non hanno fatto nulla per fermare i malviventi.

Secondo una suora di Vinh, “la situazione è molto tesa e può precipitare. Il governo continua una campagna negativa contro i cattolici e assolda teppisti per picchiarci. In tal modo diversi giovani alla deriva sono spinti ad attaccarci. A migliaia i teppisti fanno manifestazioni gridando ‘Ammazzateli tutti!’,  ‘Uccidete i loro preti’”.

Il 31 luglio scorso, p. Anthony Pham Dinh Phung, segretario della diocesi, ha chiesto la liberazione di tutti i fedeli incarcerati. “La Chiesa fa del suo meglio per mantenere calmi i fedeli – ha detto – ma il governo si dovrà prendere le sue responsabilità se la persecuzione continua”.

Il governo sembra però insensibile. Ieri sera i canali televisivi nazionali, in un servizio su Tam Toa hanno diffuso la voce che la Chiesa vuole impossessarsi delle case degli abitanti, vicini alla chiesa, spingendo così la gente a odiare i cattolici.

Intanto, i fedeli di Tam Toa ricevono il sostegno di tutta la comunità cattolica del Vietnam. Ieri sera a Ho Chi Minh City si è tenuta una messa per i fedeli della diocesi di Vinh. Durante l’omelia, p. Joseph, redentorista, ha difeso i fedeli di Tam Toa: “Dopo 30 anni dalla guerra, essi vogliono vivere nell’amore e nel perdono e costruire la nazione. Per questo i fedeli non vogliono mantenere delle rovine rotte, che accrescono i sentimenti cattivi e l’odio fra le famiglie … Noi sosteniamo i cattolici di Tan Toa che vengono battuti con crudeltà e sono arrestati. Siamo perseguitati perché vogliamo ricostruire l’umanità, offrire il perdono e la speranza. Altri invece vogliono l’odio e la violenza”.


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