30 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 07/09/2009
RUSSIA
Per il 70% dei russi è giusto insegnare cultura ortodossa a scuola
La maggioranza della popolazione apprezza i nuovi corsi di “Formazione spirituale e morale” lanciati dal Cremlino nella scuole medie ed elementari. I protestanti: atto discriminatorio perchè esclude le altre confessioni cristiane. Per i musulmani c’è il rischio di “imporre divisioni fra i bambini in base alla loro religione”.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Quasi il 70% dei russi è d’accordo con l’introduzione di corsi sui “Fondamenti della cultura ortodossa” nelle scuole pubbliche del Paese. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dal centro ricerche Levada Center in 46 regioni della Federazione.
 
L’insegnamento della cultura ortodossa nelle scuole elementari e medie russe è diventato oggetto di dibattito pubblico da quando il ministero dell’istruzione ha annunciato il lancio di un progetto pilota  per la “Formazione spirituale e morale” degli studenti.
 
Dalla primavera di quest’anno 20mila classi in 12mila scuole della Federazione inseriranno nel loro curriculum formativo un corso dedicato alla studio di una religione a scelta tra cristianesimo ortodosso, islam, giudaismo o buddismo.
 
Le lezioni coinvolgeranno circa 256 mila studenti e 44mila insegnanti e si svilupperanno lungo tre linee formative: fondamenti della cultura religiosa, fondamenti di una delle religioni tradizionali, fondamenti di etica pubblica.
 
Il sondaggio realizzato dal Levada Center rivela che il programma pilota, destinato a diventare operativo in tutte le scuole della Federazione entro il 2012, pare molto apprezzato dai russi: solo il 19% degli intervistati è contrario all’insegnamento dei fondamenti dell’ortodossia in classe.
Il consenso raccolto dai corsi di “Formazione spirituale e morale” sembra quindi dar ragione al presidente Dmitry Medvedev che per primo aveva annunciato l’iniziativa, nel luglio di quest’anno, attribuendo ad essa un’importanza decisiva nell’educazione delle giovani generazioni.
 
Le statistiche del Levada Center non cancellano tuttavia le preoccupazioni e le critiche. Per il mondo accademico più laicista, l’iniziativa del Cremlino afferma un’indebita invasione della religione nell’educazione. Già nel 2008 un migliaio di docenti universitari avevano inviato al ministero dell’educazione una petizione contro la proposta della Chiesa ortodossa, fatta nel 2007, di introdurre ore di lezione facoltative di “cultura e valori ortodossi”. Ora che il corso assume i connotati più generici di una “Formazione spirituale e morale” la posizione dei docenti non cambia.
 
Voci critiche vengono anche dalle diverse confessioni religiose presenti nelle Federazione. Il Consiglio dei muftì aveva già criticato la prima iniziativa della Chiesa ortodossa del 2007. Ora mantiene alcune perplessità anche davanti alla nuova versione del progetto che pure include l’islam tra le religioni che i ragazzi possono studiare. Il Consiglio lamenta il rischio di “imporre divisioni dei bambini in base alla loro religione”.
 
Critiche ai nuovi corsi vengono anche dalle confessioni cristiane non ortodosse escluse dal novero delle quattro religioni proposte agli studenti. Le diverse denominazioni protestanti presenti in Russia hanno annunciato, per il 15 settembre, un documento unitario. Esse lamentano risvolti discriminatori dei corsi di “Formazione spirituale e morale”e accusano il Cremlino di voler affermare la posizione dominante dell’ortodossia ai danni delle confessioni cristiane minoritarie.
 
Da tempo diversi commentatori sottolineano che le autorità politiche del Paese stanno promuovendo il ritorno in auge delle religione ortodossa con lo scopo di affermarla come puro elemento di identità nazionale. A luglio, proprio il Levada Center, aveva presentato una ricerca condotta tra la popolazione della Federazione intitolato “Religiosità e religione in Russia”. In essa si rilevava che oltre il 72% si dichiara ortodosso, ma solo il 3% va in chiesa almeno una volta la settimana. 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
20/08/2009 RUSSIA
Torna la religione nelle scuole russe, sotto l’egida del Cremlino
10/11/2006 RUSSIA
Dopo anni, mons. Kondrusiewicz ricevuto al Patriarcato di Mosca
02/04/2009 RUSSIA
La rivoluzione di Mosca: Kirill e la Curia
02/08/2010 RUSSIA
Un nuovo “esercito” di giovani per la Chiesa russo-ortodossa
di Nina Achmatova
29/01/2013 RUSSIA
L'allarme del Patriarca: troppo pochi gli alunni che a scuola studiano l’ortodossia
di Nina Achmatova

In evidenza
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate