01 Luglio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 09/12/2009, 00.00

    TURCHIA - ORTODOSSI

    Si apre a Chambésy il secondo incontro panortodosso

    NAT da Polis

    A tema le autonomie delle Chiese nate dopo il crollo dell’Urss e le nuove Chiese della diaspora. Molte di esse chiedono l’indipendenza da Mosca. Bartolomeo difende il dialogo con Roma e ribatte all’irrigidimento e l’arroccamento nel dialogo, che porta solo in “un vicolo cieco”. Erdogan potrà concedere la cittadinanza turca a metropoliti della diaspora.

    Istanbul (AsiaNews) - Inizia oggi, a  Chemin de Chambésy  in Svizzera , il 2°  round dell’incontro  pan-ortodosso, atto a preparare il primo sinodo panortodosso dell’era moderna. Nel primo round concluso  lo scorso giungo, è stata affrontata la questione della diaspora ortodossa, cioè la gestione e la giurisdizione  delle Chiese ortodosse fondate dalla diaspora. Tale questione  è stata causa di non pochi attriti tra Costantinopoli e Mosca, soprattutto dopo il crollo dei regimi comunisti  e la conseguente  massiccia migrazione delle popolazioni dell’Est, al di fuori dei propri confini nazionali.  Sino allora il  gregge ortodosso era di pertinenza della Chiesa nazionali, mentre la diaspora era di pertinenza del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, secondo i vigenti canoni della Chiesa Orientale.

    Nel primo incontro di giugno si è deciso di istituire le conferenze episcopali nei Paesi della diaspora, le quali faranno riferimento a Costantinopoli; nell’ incontro di oggi - che durerà una settimana - si discuterà la questione dell’autonomia e dell’ autocefalia delle Chiese ortodosse. Si discuterà insomma i canoni per poter definire ed accettare nel pianeta ortodosso l’autonomia e l’autocefalia delle nuove Chiese nascenti. La discussione dovrebbe sistemare le questioni sorte dopo il crollo dell’ Unione Sovietica e la conseguente nascita dei nuovi Stati nazionali, le cui Chiese hanno chiesto l’indipendenza dal Patriarcato di Mosca, domandando cosi un ritorno allo status che esse avevano prima dalla nascita dell’ Urss.

    Nel comunicato diffuso ieri è emersa la volontà di  porre fine alle anomalie apparse nel corso dei tempi, dovuti in gran parte alle congiunture storiche ed ai conseguenti bisogni pastorali del gregge ortodosso. Si nota pure un’accoglienza profonda della volontà di Bartolomeo I nel procedere in modo spedito, al fine di convocare in seguito il primo Grande Sinodo panortodosso dell’era moderna.

    I rapporti tra le chiese ortodosse e quelli con la Chiesa di Roma, sono stati messi a fuoco da Bartolomeo I nell’omelia da lui pronunciata in occasione della festa di S. Andrea, il 30 novembre scorso a Costantinopoli. Secondo gli esperti, il Patriarca ha inviato significativi ed importanti segnali ai rispettivi mittenti

    Per quanto riguarda i rapporti tra le Chiese ortodosse, Bartolomeo ha detto che “il ruolo di Costantinopoli è quello stabilito dai canoni dei sinodi ecumenici. Esso consiste nella diaconia, avendo la responsabilità del coordinamento e dell’espressione dell’unanimità  delle Chiese ortodosse”. “Nostro prioritario obiettivo - ha continuato - è l’unità dell’ortodossia, perché solo allora si potrà  essere testimoni della verità evangelica  in un mondo contemporaneo afflitto da tantissimi problemi di ogni natura. In questa opera di diaconia, la Chiesa di Costantinopoli è costretta ad operare tra mille difficoltà, a causa del  contesto a tutti noti, ma [essa] trova la solidarietà della Chiesa della Vecchia Roma, prima tra tutte, a cui rivolgiamo in questo momento  con amore i nostri pensieri”.

    Il Patriarca non ha risparmiato qualche freccia contro chi nel pianeta ortodosso è contro il dialogo con la Chiesa di Roma, dicendo che solo il dialogo costruttivo costituisce l’unica via verso la pace e l’unità. “La pacifica regolazione  delle differenze nei rapporti tra i cristiani - ha proseguito Bartolomeo  -  non significa il distacco dalla verità. La verità  non teme il dialogo, ma al contrario usa il dialogo come mezzo per farsi accettare da chi ha delle riserve. L’arroganza e il fanatismo provocano l’irrigidimento e l’arroccamento su prese di posizioni che conducono soltanto verso un vicolo cieco”.

    “D’altronde - ha concluso il Patriarca Ecumenico - lo studio spassionato e senza pregiudiziali, ci aiuterà a capire la struttura della Chiesa universale unita del 1° millennio e ci aiuterà altresì a capire i nostri errori commessi nel 2° millennio”.

    Intanto proprio in questi giorni è emersa una notizia molto importante. Su proposta del primo ministro turco Erdogan, vi è la possibilità di concedere la cittadinanza turca ai metropoliti della diaspora. Tale fatto soddisfa la volontà ecumenica di Bartolomeo e dà la possibilità che in futuro venga eletto patriarca ecumenico un vescovo che ora risiede al di fuori dalla Turchia. Secondo le attuali disposizioni, solo chi ha la cittadinanza turca ha diritto di elezione al soglio patriarcale. Sino ad ora 20 metropoliti della diaspora hanno già presentato domanda di cittadinanza turca. Nell’eventuale concessione della cittadinanza turca ai metropoliti della diaspora gli ambienti diplomatici vedono una prima prova della sincera volontà del governo di Erdogan ad aprirsi alle minoranze. Va tenuto conto infatti  che a metà dicembre l’Unione europea esaminerà i progressi fatti da Ankara nella sua marcia verso l’Europa.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    30/03/2012 TURCHIA
    La Scuola di Galata ritorna al Patriarcato. Bartolomeo I chiede il riconoscimento giuridico
    La scuola si trova nello storico quartiere di Pera (Istanbul), un tempo abitato dai cristiani della città. Il Patriarca ecumenico chiede la restituzione di tre chiese confiscate dal governo di Ataturk e ripropone la questione dello status giuridico della Chiesa ortodossa e l'uso del titolo di "Patriarca ecumenico", che il governo di Ankara proibisce.

    25/01/2016 10:46:00 ORTODOSSI
    Chambésy: pur con qualche lentezza, procede il cammino verso il Sinodo panortodosso del 2016

    L’incontro doveva svolgersi a Istanbul, ma la situazione politica della Turchia e le tensioni con la Russia hanno fatto spostare la riunione in Svizzera. Il Sinodo è fissato per la Pentecoste di quest’anno. Stilata l’agenda di 8 punti. Due punti non sono stati accettati: la diaspora ortodossa e la gerarchia fra le Chiese. L’invito a rappresentanti delle altre Chiese cristiane.



    29/01/2008 TURCHIA
    Divisi a Ravenna, gli ortodossi russi ed estoni torneranno a parlarsi
    Bartolomeo I sta promuovendo un incontro con il patriarcato di Mosca, che lasciò i colloqui con i cattolici per la presenza di Tallin. Concludendo la preghiera per l’unità dei cristiani il patriarca ecumenico esprime la volontà di accelerare i tempi per la piena unità. “Storica” la comune dichiarazione di Ravenna tra cattolici ed ortodossi. L'importanza dell'annuncio del cristianesimo a Hong Kong.

    24/06/2016 15:15:00 ORTODOSSI
    Continuano i lavori del Sinodo panortodosso

    Nei prossimi due giorni si discuterà del riconoscimento della Chiesa cattolica come vera Chiesa. Nei giorni scorsi approvati testi sulla missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo, sui digiuni, sugli impedimenti ai matrimoni, sulle dichiarazioni di autonomia delle Chiese. Nascono le conferenze episcopali formate da vescovi dei diversi riti e nazioni.



    05/07/2011 TURCHIA-GERMANIA
    Il vice-cancelliere tedesco: Ankara si decida a riaprire la Scuola teologica di Chalki
    La visita di Guido Westerwelle alla scuola del Patriarcato ecumenico, chiusa da 40 anni, viene vista come una richiesta al governo turco di passare dalle parole ai fatti, rendendo concrete le proclamazioni sul rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Mons. Ma Daqin, il Vaticano e la “logica da banditi” dell’Associazione patriottica

    Gu Feng

    Un sacerdote della Cina centrale ripensa al “voltafaccia” del vescovo di Shanghai e lo paragona a Giovanni il Battista, confinato in prigione dopo le accuse a Erode. La “logica da banditi” dell’Associazione patriottica e del governo tende a eliminare la religione dal Paese. Il Vaticano rischia di contraddirsi venendo a compromessi con l’Associazione patriottica, che papa Benedetto XVI ha definito “incompatibile” con la dottrina cattolica nella Lettera ai cattolici cinesi che papa Francesco non ha smentito, anzi l’ha ribadita.


    CINA - VATICANO
    Il “voltafaccia” di mons. Ma Daqin, una croce per il bene di Shanghai

    p. Pietro dalla Cina

    Il vescovo ausiliare di Shanghai ha a cuore il benessere della sua diocesi e intende portare da solo il fardello delle sue dichiarazioni di quattro anni fa. Le precisazioni di p. Lombardi sul ruolo della Santa Sede fugano ogni dubbio: la Lettera di Benedetto XVI alla Chiesa cinese è ancora valida, quindi la posizione dell’Associazione patriottica non è accettata dal Vaticano. Il commento di un sacerdote cinese, traduzione a cura di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®