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» 29/11/2004
CINA
Shaanxi: nessuna speranza per i 141 minatori dispersi
L'esplosione nella miniera di carbone ha già provocato 25 vittime. Le operazioni di soccorso sono ostacolate dalla fuoriuscita di gas tossico.

Pechino (AsiaNews/Agenzie)  – "Non c'è alcuna speranza di trovare ancora in vita qualcuno dei 141 minatori intrappolati nella miniera". Lo ha affermato Yan Mangxue, segretario del partito comunista nel villaggio di Yaoyu, luogo d'origine di 14 minatori intrappolati nella miniera di carbone statale di Chenjiashan, nello Shaanxi.

La fuoriuscita di gas tossico ostacola le operazioni di recupero dei 141 minatori, tuttora intrappolati nella miniera di carbone statale; i morti accertati sono 25.

Oltre 2000 uomini della sicurezza cercano disperatamente di salvare i minatori ancora intrappolati nella cava, ma la densità nell'aria del monossido di carbonio è arrivata allo 0,5%, un livello 5 volte superiore alla soglia di mortalità.

Almeno 43 minatori sono stati ricoverati negli ospedali della zona con sintomi di avvelenamento da ossido di carbonio e 11 versano in condizioni definite "critiche". Fra i superstiti 84 lavoratori che, al momento dello scoppio, si trovavano nei pressi dell'entrata come supporto tecnico per i minatori impegnati nell'estrazione.

L'incidente è avvenuto ieri mattina poco dopo le 7 in un cunicolo distante 8 km dall'entrata; quella di ieri è la seconda grave esplosione negli ultimi 3 anni.

Al momento dell'incidente erano 293 (sui 3 mila in totale) i minatori impegnati nelle operazioni di estrazione del carbone; la maggior parte di essi ha circa 20 anni e lavora nei punti più profondi della miniera. Molti di questi giovani muoiono a causa dell'inesperienza e della superficialità perché, a differenza dei colleghi più anziani, non usano rilevatori di gas e sistemi di ventilazione.

Il presidente Hu Jintao e il primo ministro Wen Jiabao, che in questi giorni è in Laos per il vertice Asean, hanno manifestato la loro preoccupazione per l'incidente e per la sorte dei minatori ancora dispersi, invitando gli uomini della sicurezza a "fare il massimo per salvare la loro vita".

Il premier ha sottolineato il bisogno urgente di aumentare i fondi per la sicurezza nelle miniere, sebbene siano stati investiti oltre 5,3 miliardi di yuan (quasi 500 milioni di euro) nel settore. "La crescita degli incidenti nell'ultimo periodo  –  afferma il premier  –  è davvero preoccupante. Non dobbiamo solo scoprirne le cause, ma colpire anche i responsabili e migliorare i livelli di sicurezza".

Il governo centrale ha ordinato a tutte le miniere di carbone dello Shaanxi di interrompere la produzione finché non saranno eseguiti accurati controlli dei livelli e dei sistemi di sicurezza.

Quella di ieri è solo l'ultima di una serie di esplosioni che hanno colpito le miniere di carbone del paese: esse non soddisfano le garanzie minime di sicurezza e poco è stato fatto per migliorarle, nonostante i ripetuti appelli e denunce. I responsabili negano che l'incidente sia la conseguenza dell'inosservanza delle regole, sottolineando che "proprio ieri doveva tenersi un'ispezione nella miniera", ma la sciagura "sfortunatamente, è capitata il giorno stesso".

Nel sito web dell'agenzia di stampa Xinhua sono arrivate diverse e-mail anonime di denuncia e di sdegno; in una di esse si chiedeva "perché  questi incidenti capitano ogni giorno e le autorità non fanno nulla?".  "Forse  –  conclude l'anonimo lettore  –  la vita del popolo vale molto meno del denaro e degli affari".   


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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