30/11/2004, 00.00
PALESTINA
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Avvento a Betlemme, fra vecchie paure e nuove speranze

Betlemme (AsiaNews/Agenzie) – Il tempo dell'Avvento in Palestina mai come quest'anno è carico di speranze e di attese; gli abitanti, stanchi della guerra, guardano con fiducia all'emergere di una nuova leadership che possa portare la pace in Terra Santa.

Il ricordo di Arafat, leader carismatico scomparso di recente, è ancora vivo nei cuori dei palestinesi, ma la gente gli rimprovera "l'isolamento" dalla comunità internazionale e "l'incapacità di portare la pace nei territori". "Mi auguro che Abu Mazen sappia riaprire le porte sul mondo – afferma Nasser Allawi, mercante di Betlemme – e permetta al nostro popolo di tornare a respirare".

Il muro nella West Bank, innalzato da Israele per fermare gli attacchi terroristici, ha diviso Betlemme: sulle colline circostanti crescono gli insediamenti dei coloni, mentre la città vive un senso di isolamento e di abbandono. Ma fra i fedeli riuniti alla Basilica della Natività non è svanita la speranza per una "nuova era di pace". Gli abitanti sottolineano che "da quasi un anno l'atmosfera è più serena e rilassata" e salutano con soddisfazione il "leggero aumento nel numero dei turisti".

Dopo 4 anni la settimana scorsa si sono incontrati i ministri del turismo palestinese e israeliano: hanno firmato un accordo ed entrambi affermano di lavorare per facilitare l'accesso dei pellegrini alla città, invitando i cristiani a "visitare la Terra Santa".

Alcuni abitanti si augurano che Abu Mazen, musulmano, partecipi alla messa di Natale nella chiesa della Natività. "La presenza di Abu Mazen è fondamentale per mandare un segnale di pace e di distensione – sottolinea Yusuf Allawi, proprietario di un negozio di souvenir. Essa può favorire una ripresa nel settore del turismo". Altri, infine, non nascondono vecchi timori. "In passato sembrava che tutto fosse sistemato e la pace vicina, poi una nuova esplosione di violenza faceva crollare tutte le illusioni" afferma Shukri Dallal, commerciante nel settore alimentare. "Tutto quello che possiamo fare è pregare che la nuova leadership sappia portare la pace: vogliamo vivere e lavorare come tutte le persone normali".

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