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    » 31/12/2004, 00.00

    FILIPPINE

    Arcivescovo di Manila: un bilancio del 2004

    Sonny Evangelista

    La chiesa filippina ricorda le grandi sofferenze che hanno segnato il 2004; per il nuovo anno invita i fedeli ad una maggiore solidarietà.

    Manila (AsiaNews) – "Il 2004 si chiude lasciandosi alle spalle una serie di immani tragedie per il nostro paese e per il mondo intero". Mons. Ramon Arguelles, arcivescovo di Lipa (nella provincia di Batangas, sud di Manila), commenta con amarezza le catastrofi naturali che hanno segnato le Filippine e il continente asiatico nell'ultimo mese e alle porte del 2005 invita "a pregare perché la diocesi di Lipa e le Filippine siano risparmiate da altri eventi disastrosi". Egli affida le proprie preghiere "a Dio e alla Vergine Maria perché possano essere sempre con noi".

    In un messaggio trasmesso durante il programma televisivo "Family Rosary Crusade", l'arcivescovo di Manila, mons. Gaudencio Rosales ha affermato che il nuovo anno "offrirà nuove occasioni, nuove opportunità per mezzo della grazia di Dio onnipotente" e ha ricordato che "ogni nuovo giorno è un dono di Dio".

    Il 2004 ha portato diverse tragedie nelle Filippine, come l'alluvione ad inizio dicembre il cataclisma provocato dallo tsunami, che ha messo in ginocchio gran parte del continente lasciando dietro di sé migliaia di morti in 11 diversi paesi. Mons. Rosales sottolinea che queste calamità "dimostrano che tragedie e sofferenze non hanno confini, ma possono essere viste come una ragione per essere solidali con gli altri in questi momenti bui".

    "Avviamoci quindi al nuovo anno – afferma l'arcivescovo di Manila – approfittando di una grande occasione che ci è stata data: incontrare l'altro, nella sofferenza o nella gioia, in maniera spontanea o ragionata, ma con la profonda convinzione nella fede nel Signore, che ha manifestato l'amore e la compassione del Padre Celeste". Mons. Rosales invita i fedeli ad "andare incontro agli altri, per aiutarli, per capirli, per incoraggiarli".

    Egli conclude sottolineando che "la fede in Dio non può essere minata dalle tragedie, dai bisogni e dalle condizioni del paese, siano essi pericoli, disabilità o gravi mancanze". Egli invita i fedeli "ad affrontare assieme le sfide del nuovo anno, con buona volontà, unità e fede in Dio e amore verso gli altri".     

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