24 Maggio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 01/01/2005, 00.00

    INDONESIA

    Tsunami, 5 anni e oltre 3 miliardi di dollari per ricostruire l’Aceh

    Mathias Hariyadi

    Il 6 gennaio a Jakarta si terrà un summit internazionale sullo tsunami: "consolidare lo sforzo comune" e "programmare la ricostruzione" i temi principali dell'incontro.

    Jakarta (AsiaNews) – L'opera di ricostruzione dell'Aceh e delle zone circostanti durerà almeno 5 anni e saranno necessari 7,5 quintilioni di rupie (circa 3,3 miliardi di dollari). Lo ha affermato il vice-premier Jusuf Kalla, dopo aver incontrato il ministro indonesiano dell'economia Aburizal "Ical" Barie.

    Secondo Mariani Reksoprojo, portavoce del ministro della sanità, il numero delle vittime nel Paese potrebbe toccare quota 110 mila (ieri la cifra ufficiale era 80 mila), ma il ministero non fornirà nuove stime, finché non sarà possibile stilare un bilancio definitivo.

    Intanto nella regione dell'Aceh è cominciata l'opera di ricostruzione grazie agli aiuti provenienti dall'estero: cibo, vestiti, acqua potabile e trasporti pubblici sono le maggiori urgenze; secondo il vice-premier Kalla è "fondamentale far ripartire la burocrazia".

    Durante un incontro con i giornalisti, il ministro indonesiano degli esteri Hassan Wirajuda ha annunciato che il 6 gennaio prossimo a Jakarta si terrà un summit internazionale sullo tsunami. Il vertice servirà a "consolidare lo sforzo comune nell'opera di assistenza e di aiuto" per i paesi colpiti e "per programmare la ricostruzione" delle zone devastate dal maremoto. Al summit dovrebbero partecipare i 10 paesi membri dell'Asean (Brunei, Cambogia, Laos, Indonesia, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam), la Cina, il Giappone, la Corea del Sud, l'India, lo Sri Lanka, l'Australia, la Nuova Zelanda e gli stati Uniti; sono stati invitati pure i rappresentanti delle Nazioni Unite, della World Bank, dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'Unione Europea.

    Nel discorso alla nazione di inizio anno, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono (SBY) ha proclamato il 2005 "anno della solidarietà e della compassione"; egli invita i cittadini a mandare aiuti nelle zone colpite dallo tsunami e a non abbandonare la popolazione dell'Aceh e del Nord Sumatra in un momento di "disperazione e sofferenza", perché essi sono "nostri fratelli".

    Il presidente ha aggiunto che ricostruire le zone disastrate "sarà una priorità". Questa mattina, insieme ad alcuni ministri del suo gabinetto, si è recato nel Aceh, mentre nel pomeriggio andrà a Meulaboh, "città fantasma" della costa distrutta all'80%.

    Nel Banda Aceh ritornano i primi segni di normalità: sono state ripristinate la corrente e le linee telefoniche e il tradizionale mercato di Lambaro è affollato di gente. Le scorte di petrolio fornite dalla compagnia statale Pertamina garantiscono la ripresa del trasporto pubblico, ma un terremoto registrato alle 11.30 del mattino (ora locale) ha scatenato il panico, con migliaia di persone che correvano per mettersi al riparo in zone più elevate (e ritenute sicure) della città.

    Ieri il presidente indonesiano aveva ufficializzato l'apertura dello spazio aereo agli aiuti internazionali, mentre da oggi Singapore metterà a disposizione le proprie basi aeree e navali ai Paesi che invieranno aiuti all'Indonesia. Navi della marina americana e australiana si dirigono nelle zone colpite dal maremoto, per aiutare soccorritori e volontari nell'opera di ricostruzione.  

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    31/12/2004 INDONESIA
    Indonesia, aperto lo spazio aereo agli aiuti dall'estero

    Cresce ancora il numero dei morti: oltre 79 mila nell'Aceh e nel Nord Sumatra. I mezzi militari e civili stranieri potranno entrare nel Paese senza il visto, per facilitare l'arrivo di aiuti nelle zone colpite dallo tsunami.



    01/01/2005 THAILANDIA
    Chiese thailandesi, rifugio per i sopravvissuti dello tsunami


    05/01/2005 INDONESIA
    Indonesia, 73 mila abitanti di Simeuleu rischiano la fame

    Sull'isola mancano cibo, acqua potabile e medicinali. Intanto a Banda Aceh si costruiscono alloggi di fortuna con le macerie degli edifici distrutti dallo tsunami.



    14/09/2007 ASIA
    Nuovo allarme tsunami in Indonesia, il sistema di allerta funziona bene
    Stamattina nuova scossa a Sumatra. Dopo i forti terremoti di questi giorni nella regione, esperti Onu notano che il sistema di allerta creato dopo lo tsunami 2004 funziona bene: veloce la comunicazione del pericolo sia tra i Paesi interessati che alle varie popolazioni locali.

    31/12/2004 INDIA
    Tsunami, nella tragedia la mano di Dio ha unito le persone

    Il PIME lancia una campagna di raccolta fondi per il Nirmala Hospital di Karinkal, gestito dalle Missionarie dell'Immacolata. Una religiosa conferma che "la gente è smarrita e impaurita", ma la "solidarietà fra i fedeli di diverse religioni" è il punto iniziale per ricostruire il Paese.





    In evidenza

    VATICANO
    Papa: Il 24 maggio, uniti ai fedeli in Cina nella festa della Madonna di Sheshan



    Al Regina Caeli papa Francesco ricorda la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, instaurata da Benedetto XVI. I fedeli cinesi devono dare il “personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società”. Il Simposio di AsiaNews sulla Chiesa in Cina.  Un appello di pace per la Repubblica Centrafricana. “Volersi bene sull’esempio del Signore”. “A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa”. Fra i nuovi cinque cardinali, anche un vescovo del Laos.


    VATICANO-CINA
    24 maggio 2017: ‘Cina, la Croce è rossa’, il Simposio di AsiaNews

    Bernardo Cervellera

    Il raduno in occasione della Giornata Mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Un titolo con molti significati: la Croce è rossa per il sangue dei martiri; per il tentativo di soffocare la fede nei controlli statali; per il contributo di speranza che il cristianesimo dà a una popolazione stanca di materialismo e consumismo e alla ricerca di nuovi criteri morali. A tema anche la grande e inaspettata rinascita religiosa nel Paese. Fra gli invitati: il card. Pietro Parolin, mons. Savio Hon, il sociologo delle religioni Richard Madsen, testimonianze di sacerdoti e laici cinesi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®