04/01/2005, 00.00
INDIA
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Fondamentalisti indù: "encomiabile" il lavoro dei missionari cristiani

di Nirmala Carvalho

Nel Tamil Nadu, prete cattolico ospita in chiesa 300 indù vittime dello tsunami.

New Delhi (AsiaNews) – Fondamentalisti indù hanno lodato ieri il lavoro svolto dai missionari cristiani nelle operazioni di soccorso alle vittime dello tsunami in India. Il Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), braccio armato del Bharatiya Janata Party (BJP), partito nazionalista indù ostile alle minoranze religiose, ha definito "encomiabile" l'impegno delle organizzazioni cristiane nel sud del paese colpito il 26 dicembre dallo tsunami. L'organo di stampa dell'RSS, l' Organiser, ha scritto ieri che "l'RSS e i suoi affiliati, come il Sewa Barati e il Vivekananda Kendra, non sono le sole organizzazioni impegnate nei soccorsi; si sono mobilitate anche organizzazioni missionarie cristiane e musulmane, che svolgono un encomiabile servizio umano".

La Conferenza episcopale dell'India (CBCI), è stata una delle prime a soccorrere le vittime dello tsunami, che solo in questo paese ha ucciso oltre 15 mila persone. Il segretario della CBCI mons. Percival Fernandez ha detto che "la Chiesa è al servizio di tutti al di là dell'appartenenza religiosa". Il vescovo ha detto che "tutte le organizzazioni sono invitate a collaborare con la Chiesa e le sue istituzioni per raccogliere aiuti e distribuirli alla gente".

Mons. S. Michael Augustine, arcivescovo di Pondicherry-Cuddalore (nello Stato indiano del Tamil Nadu, India sudorientale), ha confermato ad AsiaNews la "straordinaria" solidarietà interreligiosa tra indù, cristiani e musulmani, che convivono nei campi d'accoglienza "senza alcuna discriminazione". "Questo momento di crisi ha unito le persone nella sofferenza – ha concluso il vescovo – i nostri volontari non fanno differenza tra la gente bisognosa"

Padre Anthony Sampathkumar, sacerdote cattolico, sta ospitando 300 indù nella sua chiesa a Puthukuppam, un villaggio a 20 km dall'ex colonia francese di Pondicherry. Il prete ha detto che "c'è una cieca fiducia reciproca tra la gente, che si unisce nel dolore". "Qui – racconta p. Anthony – ogni persona ha perso 2 o più familiari tra le onde e l'intero villaggio dei pescatori è distrutto".

Intanto il lavoro dei soccorritori nella zona di Pondicherry è reso difficile dai continui falsi allarmi su un nuovo maremoto. Parlando ad AsiaNews alcuni operatori degli aiuti hanno detto che queste voci alimentano il "panico" e l'"insicurezza" tra la gente ancora scioccata dalla catastrofe.

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