11/01/2005, 00.00
THAILANDIA
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Case, barche, scuole e borse di studio per le vittime dello tsunami

di Weena Kowitwanij

La Chiesa thai lancia un progetto in 5 punti per ricostruire la vita nelle zone colpite dal maremoto. La solidarietà fra cristiani e musulmani.

Bangkok (AsiaNews) – La conferenza dei vescovi thailandesi ha organizzato un summit, al quale hanno partecipato i superiori (uomini e donne) di 16 congregazioni religiose, per elaborare un piano concreto in aiuto alle vittime dello tsunami.

All'incontro tenuto ieri, il cardinale Michael Michai Kitbunchu, presidente della conferenza dei vescovi della Thailandia, ha sottolineato che "gli interventi saranno patrocinati dalla chiesa cattolica thailandese, che si avvale dell'aiuto di uomini e donne del Dipartimento degli Affari Religiosi e della Fondazione Cattolica Surat Thani, sotto la responsabilità di mons. Joseph Prathan Sridarunsil, vescovo di Surat Thani".

Mons. Prathan ha ricordato che "la tragedia ha colpito solo in minima parte la comunità cristiana perchè i danni maggiori li hanno subiti i poveri", quindi "gli sforzi della chiesa devono concentrarsi su di loro". Egli ha ricordato che "sono necessari volontari che possano restare da uno a tre mesi nelle zone colpite per dare continuità al lavoro" e ogni congregazione seguirà un settore specifico "secondo il carisma" per mostrare al governo thailandese "la vera solidarietà" cristiana.

Gli aiuti della chiesa riguarderanno 5 progetti specifici: la gestione di alloggi (da 100 a 150) a Phang nga, che verranno consegnati alle famiglie insieme ad un contributo economico per ricominciare una nuova vita. La costruzione di una scuola nella città, gestita dai religiosi o dalle suore: essa darà la precedenza agli orfani che verranno anche ospitati all'interno del collegio. La fondazione cattolica di Surat Thani offrirà 1000 borse di studio ai poveri di 6 province del paese. Ai pescatori verranno date barche e attrezzature per la pesca. L'ultimo punto riguarda la costruzione di un cimitero a Phuket, per seppellire i cadaveri che non hanno un'identità.

P. Phiboon Visitnantachai, direttore della Caritas thailandese, ha sottolineato che aiutare le vittime dello tsunami "non è questione di carità, ma è una presa di coscienza della necessità dell'aiuto reciproco fra le persone, in particolare per le vedove e gli orfani".

Suor Angela Phannee Phuruanhong, superiora provinciale delle Sorelle del Sacro Cuore di Gesù di Bangkok, per due settimane testimone diretta delle operazioni di soccorso sui luoghi della tragedia, parla di "un vero dialogo interreligioso fra gli abitanti dei diversi villaggi". La religiosa ha visto "i musulmani raccogliere in un unico punto i cadaveri di persone appartenenti a 9 comunità diverse" e sottolinea che "essi erano riconoscenti per le nostre visite". "Cercavamo di consolarli – conclude suor Angela – e insieme abbiamo costruito un bel rapporto. Questo è un esempio di vera solidarietà". 

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