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    » 22/06/2012, 00.00

    CINA-RUSSIA-VATICANO

    Il teatrino di Hilarion, metropolita ortodosso russo con il vescovo scomunicato in Cina

    Bernardo Cervellera

    Ma Yinglin è vescovo illecito di Kunming; presidente del Consiglio dei vescovi cinesi (organismo non riconosciuto dalla Santa Sede); vicepresidente dell'Associazione patriottica (organismo "inconciliabile" con la Chiesa cattolica). Hilarion cerca da tempo di far riconoscere la comunità ortodossa e di dilatare l'influenza del Patriarcato di Mosca nell'estremo oriente. Davanti alla foto del papa, due piatti di cocomero.

    Roma (AsiaNews) -  Il 20 giugno scorso il metropolita Hilarion di Volokolamsk, responsabile del settore esteri del Patriarcato di Mosca, ha fatto visita al seminario cattolico di Pechino. Egli ha incontrato brevemente rappresentanti dei professori e degli studenti, ma si è soprattutto intrattenuto a lungo con il vescovo scomunicato Ma Yinglin. Costui è vescovo illecito di Kunming dal 2006 ed essendo da sempre un protetto del potente Liu Bainian, presidente onorario dell'Associazione patriottica, è riuscito a salire molto in alto nella scala gerarchico-politica della Chiesa ufficiale in Cina. A tutt'oggi egli è presidente del Consiglio dei vescovi cinesi (un organismo non riconosciuto dalla Chiesa cattolica) e vice-presidente dell'Associazione patriottica (organismo "inconciliabile" con la dottrina cattolica). In più, egli è riuscito a farsi eleggere - cosa molto facile con certi protettori - anche rettore del seminario di Pechino.

    Carico di tutti questi titoli altisonanti, Ma Yinglin ha ricevuto l'illustre ospite alla porta del seminario, lo ha condotto in visita, gli ha spiegato la situazione della Chiesa cattolica in Cina, e ha chiesto al metropolita Hilarion di "porgere i suoi saluti" al patriarca Kirill, quasi da patriarca alla pari.

    In effetti, Liu Bainian aveva sognato per Ma di farlo diventare vescovo di Pechino (e quindi dargli il titolo di "patriarca d'oriente"), ma la Chiesa della capitale, snobbando le sue indicazioni, gli ha preferito un altro. Ora, però, con tutti questi titoli, Ma Yinglin passa più tempo a Pechino che nella sua diocesi, dove i fedeli, quando lo vedono arrivare, gli voltano la faccia e se ne vanno via dalla chiesa.

    Pur essendo scomunicato, Ma Yinglin continua a pretendere di voler partecipare alle ordinazioni episcopali, anche a quelle dove non è invitato per affermare che, scomunicato o no, egli vuole essere accolto come  un vescovo fra gli altri.

    Anche Hilarion ha qualche frustrazione: da anni gli ortodossi russi cercano di far riconoscere la piccola comunità ortodossa che si trova in Cina e per questo chiedono l'aiuto del potere politico russo. Non per nulla, questa visita di Hilarion avviene a poche settimane dalla visita di Putin in Cina, dove Mosca e Pechino hanno firmato accordi commerciali e di partnership. Ma finora non si è smosso nulla, anche se da un anno è nato un gruppo di consultazione russo-cinese per studiare la questione.

    La foto che celebra l'incontro - esibita sul sito del Patriarcato di Mosca - mostra tutta questa frustrazione e imbarazzo: Hilarion seduto su un divano cinese, da un lato; Ma Yinglin seduto sull'altro lato e in mezzo alcune bevande (acqua minerale e tè), con un piatto su cui è dipinta la faccia sorridente di Benedetto XVI, vicino a un mazzo di fiori. Come dire: pensiamo anche a te; non ti dimentichiamo; sei dei nostri e noi siamo con te.

    Nella foto c'è anche un certo disprezzo verso l'autorità del papa: Ma Yinglin infatti preferisce l'immagine silenziosa di Benedetto XVI: quando la Santa Sede gli ha scritto di non accettare l'ordinazione, lui ha fatto orecchio da mercante.  E Hilarion, che in Vaticano nel 2009 ha suonato per Benedetto XVI, si è dimenticato che essendo Chiesa cattolica e ortodossa "Chiese sorelle", non è proprio segno di comunione trafficare con un vescovo scomunicato.  Ma Hilarion e il Patriarcato di Mosca stanno cercando il più possibile di farsi riconoscere in Cina per battere sul tempo il Patriarcato di Costantinopoli, che da Hong Kong cerca di avere rapporti con i fedeli ortodossi della repubblica popolare e tutte le altre comunità dell'estremo oriente.

    Per questo, entrambi, Hilarion e Ma Yinglin, devono cercare di dimenticare la figura - anche silenziosa - di Benedetto XVI. Per questo, in primo piano, non c'è la foto del papa, ma due bei piattini di cocomero rosso.

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