19 Giugno 2013 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 18/08/2012 11:03
RUSSIA - POLONIA
Il patriarca ortodosso russo firma la riconciliazione con i polacchi cattolici per evangelizzare insieme il mondo
Mentre tutto il mondo pensava alle Pussy Riot, a Varsavia è stato firmato uno storico documento che mette fine a secoli di odio, violenze e pregiudizi. Kirill e l'arcivescovo Michalik ricordano la comune radice cristiana, la comune persecuzione sotto i regimi atei del '900 e si sostengono nell'affronto delle sfide contemporanee: il secolarismo che emargina la religione, aborto ed eutanasia (parificate al terrorismo), come minacce alla civiltà. La famiglia, come unità fra uomo e donna, fondamento buono della società. Lo scambio di icone fra il patriarca e il presidente della Conferenza episcopale polacca.

Varsavia (AsiaNews/Agenzie) - Ieri tutto il mondo dei media era polarizzato dal processo alle Pussy Riot. Ma la vera notizia è giunta dalla capitale polacca dove il patriarca russo-ortodosso Kirill e l'arcivescovo Jozef Michalik, presidente della Conferenza dei vescovi polacchi, hanno firmato uno storico messaggio comune in cui chiedono ai loro fedeli di cancellare secoli di violenze e pregiudizi e collaborare per una società arricchita dalla testimonianza cristiana.

Il Messaggio di riconciliazione è stato posto sotto la protezione della Madre di Dio. Nella speciale cerimonia fra i due leader, il patriarca Kirill ha donato un'icona della Madre di Dio di Smolensk; i vescovi polacchi hanno donato a lui un'icona della Madonna di Czestochowa.

La riconciliazione, si afferma, è frutto di "un sincero dialogo, nella speranza che esso ci aiuterà a guarire le ferite del passato e superare i reciproci pregiudizi".

Il Messaggio ricorda   "l'ostilità e la lotta", "la divisione e lo scisma", fino alla "dolorosa esperienza dell'ateismo imposto alle nostre nazioni". In passato la Polonia è stata spesso invasa dai russi; all'inizio della Seconda guerra mondiale è stata invasa insieme dai russi e dalla Germania. Dopo la guerra è passata sotto il controllo sovietico, che ha esercitato un soffocante controllo su entrambe le comunità. Lo stalinismo ha perfino utilizzato gli ortodossi per combattere i cattolici.

Il documento ricorda le sofferenze di tutti i cristiani sotto i "regimi atei" (nazismo e comunismo), che hanno "combattuto tutte le forme di religione e lanciato una guerra particolare e crudele contro il cristianesimo e le nostre Chiese. Milioni di persone innocenti sono state trucidate, come ci ricordano i numerosi luoghi di esecuzione e tombe sul suolo russo e polacco".

Il patriarca e l'arcivescovo chiedono alle loro comunità di esercitare il perdono, ma affermano che "perdonare non vuol dire dimenticare. La memoria rappresenta un'importante parte della nostra identità. Abbiamo anche il dovere della memoria davanti alle vittime del passato, che sono state torturate fino alla morte e hanno dato la loro vita credendo in Dio e per la loro patria sulla terra. Perdonare significa abbandonare vendetta e odio, partecipare nella costruzione dell'armonia e della fraternità fra i popoli, i nostri popoli e nazioni, come la base per un futuro pacifico".

Proprio in nome di un futuro di pace, le due comunità si impegnano nell'evangelizzazione "cercando oggi, nell'era dell'indifferenza religiosa e del secolarismo, di compiere ogni sforzo affinché la vita sociale e la cultura delle nostre nazioni non venga privata dei valori morali principali".

Oltre a predicare la Parola di Dio, ad affermare la distinzione fra Stato e Chiesa, a sostenere la tolleranza, le due Chiese vogliono anche impegnarsi in "nuove sfide. Sotto il pretesto del rispetto per i principi della laicità, o la protezione della libertà di scelta, i principi morali basati sui comandamenti di Dio vengono emarginati. Rivendicando l'aborto, l'eutanasia, le unioni dello stesso sesso, presentate come una forma di matrimonio, [tutte scelte] imposte da stili di vita consumisti, si negano i valori tradizionali e si esclude dalla sfera pubblica i simboli religiosi".

Con accenni che ricordano l'insegnamento di Benedetto XVI, il documento ricorda che "spesso facciamo fronte a manifestazioni ostili verso Cristo, il suo Vangelo e la croce, come pure a tentativi di emarginare la Chiesa dalla vita pubblica. Una laicità falsamente concepita prende la forma di un fondamentalismo che di fatto è una forma di ateismo".

"Noi crediamo - continua il documento - che non solo il terrorismo e il conflitto armato, ma anche l'aborto e l'eutanasia sono gravi peccati contro la vita e un danno alla civiltà contemporanea".

Dopo aver sottolineato il valore della famiglia come il "buon fondamento di tutta la società", il patriarca e l'arcivescovo concludono affidando alla protezione della Madre di Dio "la grande opera di riconciliazione e avvicinamento delle nostre Chiese e popoli".


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
24/12/2012 RUSSIA
Russia, il doppio Natale cattolico e ortodosso
di Nina Achmatova
28/03/2011 RUSSIA
Dal 2012 la religione sarà studiata in tutte le scuole russe
di Nina Achmatova
16/08/2012 RUSSIA
Il patriarca Kirill per la prima volta in Polonia
di Nina Achmatova
21/09/2012 THAILANDIA
Bangkok, Festa della gioventù, nel segno della gioia
di Weena Kovidhavanij
02/12/2009 RUSSIA - VATICANO
I discorsi di Benedetto XVI sull’Europa pubblicati dal patriarca Kirill

In evidenza
VATICANO
Papa: "Non si possono servire due padroni: o si serve il Signore o si serve lo spirito del mondo"Commentando il Vangelo delle beatitudini, Francesco osserva che i "Nuovi comandamenti" si capiscono soltanto "se uno ha il cuore aperto". "L'ipocrisia è questo: non lasciare che lo Spirito cambi il cuore con la sua salvezza". "La libertà dello Spirito, che ci dà lo Spirito, anche è una sorta di schiavitù, una 'schiavitù' al Signore che ci fa liberi, è un'altra libertà".
TURCHIA
Nell'arruffata matassa turca, Erdogan rischia di perdere tutto
di NAT da PolisAlla base delle manifestazioni di questi giorni vi è il maggior senso di libertà della classe media, figlia del successo economico e politico del premier turco. L'arroganza di Erdogan, se non è corretta, porterà alla deflagrazione della società. La Turchia, gendarme dell'occidente, non è un classico Paese islamico, ma una società variegata.
VATICANO
Papa: contrastare la cultura dello spreco, l'uomo non il denaro debbono "coltivare e custodire" il creatoUdienza generale dedicata alla odierna Giornata mondiale dell'ambiente. "Uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo", oggi un bambino che muore di fame "è normale", mentre se la Borsa cade è "una tragedia". "La persona non è più sentita come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile, se non serve ancora - come il nascituro - o non serve più - come l'anziano". "Il cibo che si butta via è come se fosse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame".

Dossier

Terra Santa Banner

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate