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    » 07/03/2005, 00.00

    LIBANO

    Il patriarca Sfeir, il Libano ha diritto alla sua sovranità



    Alla vigilia della sua partenza per Washington il Patriarca chiede il rispetto delle risoluzioni dell'Onu. I vescovi armeni chiedono la formazione di un governo di unità nazionale per ottenere il rispetto degli accordi.

    Beirut (AsiaNews) – Il dovere della Siria di applicare l'accordo di Taef e di rispettare la  risoluzione n. 1559 dell'Onu, che si rifà a quegli accordi è stato riaffermato dal patriarca maronita card. Nassrallah Sfeir, mentre i vescovi armeni chiedono la formazione di un governo di unità nazionale. Alla vigilia della sua partenza per Washington, il Patriarca, in una conversazione con AsiaNews, pur rifiutandosi di dare una sua valutazione del discorso del presidente siriano, Bachar Asad, nel quale annuncia il ridispiegamento delle truppe siriane, ha ribadito il principio di "indipendenza, sovranità e libertà del Libano, perché la sua gente possa vivere come tutti i popoli".

    Il card. Sfeir ha anche smentito le dichiarazione attribuitagli sulla possibilità che il Paese giunga prossimamente alla firma di un accordo bilaterale con Israele. "Il Libano – ha detto - sarà l'ultimo dei Paesi arabi a firmare con Israele"

    A proposito del suo incontro con Bush, il 16 marzo, egli ha ricordato che la visita viene fatta su invito del presidente americano. Quanto al disarmo degli Hezbollah dopo il ritiro delle truppe siriane dal Libano, il patriarca Sfeir sostiene che questa cosa dipende non da lui, ma dalle persone coinvolte.

    Ieri, il Patriarca Sfeir ha anche ricevuto al santuario di Bkerke una delegazione dell'associazione caritativa OPDS, presieduta da padre Elie Madi, accompagnato dalla direttrice generale Faten Nseir. Essi hanno gli illustrato i risultati della campagna a favore dei Paesi asiatici vittime dello tsunami ed hanno comunicato al patriarca la loro decisione di devolvere 20000 Euro tramite le Nazioni unite.

    Un appello ai responsabili della politica libanese a formare un governo di unione nazionale capace di riprendere la via dello sviluppo ed il rispetto degli accordi, soprattutto di quelli di Taeff è stato lanciato dai vescovi Armeni, cattolici e ortodossi. Al termine del loro incontro di sabato nella sede dell'eparchia ortodossa a Zkak el Blat  (Beirut) i vescovi hanno pubblicato un comunicato comune alla luce dello sviluppo della situazione in Libano. Solo la via della pace e della concordia e del dialogo, vi si legge, è capace di far uscire il Paese dalla crisi attuale. Essi esortano tutti i libanesi e tutti gli uomini di buona volontà ad unire le forze e combattere per raggiungere la meta della pace tanto desiderata.

    Da parte sua, l'ex ministro degli esteri Fares Boueiz, membro dell'opposizione libanese, in una dichiarazione ad Asianews ha sostenuto il carattere storico della visita del patriarca maronita cardinale Nassrallah Sfeir negli Stati Uniti, paragonandola alla visita del patriarca Elias Houeik, nel 1920, in Francia, che ha fondato il Libano. A suo giudizio la visita dell'attuale Patriarca negli Stati uniti segnerà la rinascita del nuovo Libano, sovrano, indipendente e libero dalle ingerenze esterne.

    (Y.H)
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