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» 31/03/2005
IRAQ
Pasqua a Mosul, i cristiani sfidano la paura e affollano le chiese

Sacerdote caldeo: "Le chiese piene di fedeli sono il segno della Resurrezione".



Mosul (AsiaNews) – Fedeli "assetati" di preghiera, spinti dal desiderio di sfidare la violenza, hanno affollato le chiese nelle celebrazioni pasquali a Mosul, teatro di tanti attacchi terroristi nel nord Iraq. I sacerdoti sono stati "costretti" a celebrare le funzioni con solennità e in modo integrale, senza rispettare la promessa di fare celebrazioni brevi, per limitare il rischio attentati. 

Padre Ragheed Ganni, segretario del vescovo caldeo di Mosul, mons. Paulos Faraj Rahho, ha raccontato ad AsiaNews che alla liturgia del Venerdì santo, nella chiesa dello Spirito Santo, hanno partecipato circa 1.200 persone: "In molti sono rimasti in piedi e il numero era superiore a quello dell'anno scorso". "Non ho mantenuto la promessa di celebrare funzioni abbreviate – ha ammesso p. Ragheed – la grande affluenza e partecipazione della comunità mi ha incoraggiato a non operare i tagli previsti per motivi di sicurezza". "È come se noi sacerdoti in qualche modo ci fossimo sentiti in dovere di garantire celebrazioni regolari ai nostri fedeli, tutti usciti di casa sfidando i timori di possibili violenze".

P. Ragheed ha poi raccontato di aver battezzato 10 bambini durante la Veglia pasquale e che la messa della domenica, concelebrata con un padre domenicano, è stata seguita per 2 ore e mezzo da una folla di fedeli "assetati" di preghiera.

Il sacerdote 33enne, ha sottolineato che la stessa cosa è successa "in molte altre chiese irachene", non solo a Mosul. "In questa Pasqua abbiamo dimenticato la paura e le sofferenze – ha concluso p. Ragheed – per noi cristiani d'Iraq vedere le chiese piene è stato come toccare con mano il significato della Resurrezione".

Il 7 dicembre 2004 p. Ragheed ha assistito all'attacco dinamitardo che ha distrutto il vescovado di Mosul e gettato nel panico la comunità cristiana locale. (MA)


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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