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» 29/11/2005
Cina – Vaticano
La persecuzione rafforza la Chiesa sotterranea dell'Hebei
di Han Li

Le violenze e gli arresti contro i cattolici fanno crescere simpatia e vocazioni. È tempo che Pechino cambi politica e conceda piena libertà religiosa. La riflessione di un membro della comunità sotterranea (per evidenti motivi di sicurezza, è stato usato uno pseudonimo).



Pechino (AsiaNews) – La nuova campagna di arresti contro i sacerdoti della Chiesa sotterranea è "un fallimento", una cosa "inutile" e "infantile". Essa serve solo a incrementare il numero dei simpatizzanti e delle vocazioni clandestine al sacerdozio. In più, essa spinge a una maggiore collaborazione fra sacerdoti clandestini e della chiesa ufficiale.

È questa in sintesi, la risposta dei cattolici agli arresti che sono avvenuti in queste settimane nell'Hebei. Il 7 novembre sono stati arrestati due sacerdoti; il 9 è stato arrestato il vescovo di Zhengding, mons. Giulio Jia Zhiguo (v. foto); il 18 novembre sono stati arrestati altri 6 sacerdoti.

Tutti loro sono costretti a subire "sessioni di studio": interminabili ore di lavaggio del cervello per convincerli ad aderire all'Associazione Patriottica, l'organismo di controllo delle comunità, che vuole far nascere una Chiesa nazionale, separata dalla Santa Sede.

I due sacerdoti arrestati il 7 novembre, sono stati rilasciati. Ma ad essi il governo ha consigliato di "lasciar perdere l'evangelizzazione" e di "andare a lavorare i campi". Intanto centinaia di poliziotti in borghese sono stati inviati a controllare le comunità sotterranee.

Un sacerdote di queste comunità ha detto ad AsiaNews: "Noi preti non ce ne ritorneremo a casa a zappare la terra: noi vogliamo continuare a fare missione. I tempi sono ormai cambiati. Il modo con cui il governo tratta la Chiesa sotterranea è infantile e serve soltanto a rafforzare la fede e l'entusiasmo dei fedeli  a dilatare con più velocità la loro influenza".

La campagna per distruggere le comunità sotterranee, con alti e bassi, va avanti dal 1997. Ma le comunità sotterranee continuano a incontrarsi. Per evitare di essere scoperte dalla polizia si incontrano a mezzanotte o alle 2 di notte. All'esterno mettono sempre persone che controllano se arrivano poliziotti. Talvolta la polizia li scopre, ma in genere fa finta di non vedere.

"Abbiamo molte difficoltà – dice il sacerdote – ma sono felice al vedere come i cattolici si sono rafforzati e il loro numero sia cresciuto. Sono edificato nel vedere i nostri laici che pensano meno alla carriera, ai divertimenti, al consumismo e si impegnano nella fede". Un vescovo sotterraneo aggiunge: "La persecuzione non è mai una cosa totalmente cattiva. Aiuta a essere decisi e aiuta i sacerdoti a non diventare borghesi e a stare vicini e collaborare col vescovo e fra di loro".

La collaborazione cresce anche con la Chiesa ufficiale, soprattutto dopo gli appelli alla comunione lanciati dal papa. P. Pietro, un sacerdote della Chiesa ufficiale, sostiene economicamente quelli della Chiesa sotterranea: "Anche se apparteniamo a differenti comunità – dice ad AsiaNews – noi siamo fratelli, amici e cerco di aiutarli in tutti i modi". Alcuni sacerdoti "ufficiali" mettono a disposizione delle comunità sotterranee l'uso delle loro chiese per celebrare la messa ed evitare il rischio della prigione.

Molti laici della Chiesa ufficiale, per solidarietà con i loro fratelli che rischiano l'arresto, partecipano alle messe della Chiesa clandestina. "Partecipare alla messa in una casa o nella povertà di una chiesa domestica – dice uno di loro - ci aiuta a meditare e a condividere la sofferenza di questi nostri fratelli e sorelle dell'Hebei".

Proprio nell'Hebei, l'area della persecuzione più violenta, crescono anche molte vocazioni. Una di queste piccole diocesi sotterranee può vantare 70 sacerdoti e 140 seminaristi. Uno di questi studenti di teologia spiega perché ha scelto di entrare in un seminario sotterraneo: "Conosco molti seminari ufficiali e so che preparano molto bene al sacerdozio e sono anche in comunione col papa. Ma mi accorgo che la Chiesa sotterranea ha bisogno del mio aiuto. Io sono onorato di stare qui e soffrire con loro povertà e persecuzione a causa di Gesù".

Per il governo cinese è giunto il tempo del realismo: non possono pensare di eliminare la chiesa sotterranea, ma devono fare i conti con essa. Per fare questo devono finirla di mettere in opposizione la fedeltà al papa e la fedeltà alla Cina. Ormai anche la Chiesa ufficiale è fedele al papa. Ma non per questo essi vogliono opporsi al governo. Ma chiedere a tutti noi di tradire la fede cattolica è inutile.

Anche tra i cinesi la religione non è più vista come una cosa strana, ma un fatto comune e molto personale. E nessuno riesce a capire perché mai l'Ufficio per gli affari religiosi si accanisca tanto a fare una guerra contro fratelli e sorelle della stessa nazione.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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