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    » 23/03/2004, 00.00

    cina - stati uniti

    Pechino interrompe il dialogo con gli USA sui diritti umani



    Ginevra (AsiaNews/Agenzie) – La Cina ha intenzione di sospendere il dialogo con gli Stati Uniti sulla questione dei diritti umani. La notizia è arrivata dopo che Washington ha dichiarato ieri che condannerà le gravi violazioni di Pechino con una risoluzione alla Commissione Onu per i Diritti Umani, in corso a Ginevra. Il Ministero degli Esteri ha bollato l'azione americana come una "grave ingerenza negli affari interni della Cina".

    Shen Guofang, Vice-ministro degli Esteri, ha detto che "lo scontro causato intenzionalmente dagli Stati Uniti ha già seriamente danneggiato la base del dialogo e dello scambio sui diritti umani tra i due paesi. La Cina deve immediatamente sospendere il dialogo e gli scambi".

    Ieri, Richard Boucher, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha manifestato la delusione degli Stati Uniti per le inadempienze di Pechino nei diritti umani, dopo gli impegni assunti nel 2002 e nel 2003. Egli ha anche ribadito la preoccupazione per "i passi indietro" fatti dalla Cina, come denunciato nel rapporto sui diritti umani nel mondo, pubblicato alla fine del febbraio scorso.

    L'anno scorso, gli Stati Uniti non avevano chiesto alcuna risoluzione, affermando che Pechino aveva fatto limitati, ma significativi, progressi sulla questione. La risoluzione era sempre presentata ogni anno a partire dalla brutale repressione di Tiananmen del giugno 1989.  Quest'anno diverse organizzazioni per i diritti umani, fra cui Human Rights Watch, hanno chiesto agli USA di sostenere una mozione di sfiducia verso Pechino. Anche i sindacati americani hanno chiesto al loro governo di condannare la Cina per il modo in cui sono trattati gli operai cinesi.

    Intanto, Amnesty International ha chiesto una moratoria contro la pena di morte in Cina, denunciando il sistema penale cinese che non dà sufficienti garanzie e condanna spesso persone innocenti. Ieri, l'organizzazione ha pubblicato un rapporto intitolato "Condannati a morte in base alla legge?". La pubblicazione segue le dichiarazioni di un parlamentare cinese secondo il quale ogni anno in Cina almeno 10 mila persone sono condannate alla pena capitale: 5 volte di più del resto del mondo messo insieme. (MR)

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