08/06/2007, 00.00
SRI LANKA
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Sono “pulizia etnica” le espulsioni di tamil da Colombo

di Melani Manel Perera
Organizzazioni per i diritti umani condannano la decisione del governo di rimandare con la forza ai villaggi di origine centinaia di tamil che “non hanno motivi validi” per soggiornare nella capitale. Le autorità si giustificano con “motivi di sicurezza”, ma i cittadini accusano: “Così si inasprisce lo scontro tra le due comunità etniche e aumenta l’emarginazione dei tamil”.
Colombo (AsiaNews) – Sono arrivati oggi nel nord dello Sri Lanka centinaia di tamil che il governo pochi giorni fa ha espulso dalla capitale, Colombo, per “ragioni di sicurezza”. Numerose organizzazioni per i diritti umani ieri hanno scritto al presidente Mahinda Rajapakse, condannando la decisione e c’è già chi definisce l’operazione una “pulizia etnica”.
 
Dopo gli ultimi attentati a Colombo, il governo ha deciso che i tamil che non hanno residenza fissa e nessun valido motivo per soggiornare a lungo in città devono tornare nei loro villaggi di origine nel nord e nord-est del Paese. Secondo le autorità, militanti delle Tigri usano affittare appartamenti per lunghi e medi periodi con lo scopo di pianificare attacchi terroristici. Così il 31 maggio scorso i tamil dei quartieri di Pettah, Wellawatte e Peliyagoda hanno dovuto lasciare i condomini dove vivevano, costretti a fare i bagagli in meno di un’ora e mezzo. Questo il tempo concesso loro dalla polizia – denunciano le 8 organizzazioni umanitarie che hanno scritto al presidente – presente sul posto per controllare che tutti i 376 tamil salissero sugli autobus che li hanno riportati alcuni a Jaffna, altri a Batticaloa o Trincomalee.
 
“Nessuna spiegazione è stata fornita sul perché di questa decisione, anche chi era nella capitale per motivi di salute e non poteva viaggiare è stato costretto ad andarsene”, dicono testimoni oculari.
 
Ai proprietari degli appartamenti della zona, inoltre, la polizia ha vietato di affittare le case a tamil del nord e dell’est che non hanno una “buona ragione” per stare a Colombo.
 
I proprietari dei residence - singalesi e tamil - che hanno parlato ad AsiaNews in forma anonima, dichiarano di “comprendere la grave situazione della sicurezza, ma questo non giustifica un comportamento disumano verso queste persone”. “Il governo dice di rispettare i diritti umani di ogni cittadino – continuano – invece in questo modo contribuisce solo ad inasprire la distanza e lo scontro tra le due comunità etniche che popolano l’isola e ad aumentare il senso di emarginazione dei tamil”. “Non siamo conniventi delle Tigri – spiega un proprietario ad AsiaNews – ma il nostro dovere, quello che ci dà da vivere, è affittare le nostre case a chi ce lo chiede: distinguere tra ribelli o semplici cittadini è compito delle forze di scurezza”.
 
Il gruppo Free Media Movement (FMM) ha condannato le espulsioni come tentata “pulizia etnica”. Il governo risponde che “non ha agito su base etnica”. L’FMM insieme ad altre 7 organizzazioni firmatarie della lettera a Rajapakse, chiede di interrompere questa pratica e di garantire il ritorno a Colombo delle persone costrette a partire, ricordando che “la Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto di scegliere dove vivere e la libertà di movimento”.
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