La Custodia: "No alla chiusura della Porta Nuova"

Gerusalemme (AsiaNews) – "Non ci rassegneremo a essere sepolti vivi né permetteremo di essere impediti nei nostri spostamenti". Così p. Giovanni Battistelli, il Custode di Terrasanta ancora in carica, esprime la sua contrarietà al progetto israeliano di chiudere la Porta Nuova. P. Battistelli lascia proprio oggi l'incarico di Custode a p. Pierbattista Pizzaballa.

Sul blocco della Porta Nuova, p. Battistelli ha inviato una lettera di rimostranza al ministro dei trasporti del governo israeliano, Avidgor Liberman. La chiusura della Porta dovrebbe riguardare in modo definitivo il passaggio delle automobili. Motivo, la costruzione di un treno metropolitano intorno alle mura di Gerusalemme. Il passaggio della linea ferroviaria è previsto proprio a ridosso delle mura. Presso la Porta Nuova sarà lasciato solo un passaggio pedonale. La Porta Nuova è la principale via di entrata alla zona cristiana della città vecchia.

La Custodia ha espresso la sua netta contrarietà alla sua chiusura: "Abbiamo già discusso con le autorità e ci siamo incontrati due volte per spiegare loro l'importanza del luogo in cui risiediamo" scrive padre Battistelli nella sua lettera al ministro. "Abbiamo suggerito anche altre alternative a questo problema, ma purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna risposta". I francescani hanno proposto di modificare l'itinerario originario della metropolitana, spostandolo verso il centro della strada. In questo modo le automobili avrebbero ancora la possibilità di entrare e uscire dalla Porta Nuova.

Dal XV secolo ad oggi, il convento francescano di san Salvatore, che si trova all'entrata della Porta Nuova, è la sede generale della Custodia di Terrasanta. La Custodia sovrintende a chiese, conventi, monasteri, parrocchie, scuole, ospedali e altre istituzioni in tutto il Medio oriente. Qui abita il Custode di Terrasanta. Sono dunque ben comprensibili le conseguenze negative della chiusura della Porta Nuova per la vita della chiesa in Terrasanta e del vicino quartiere cristiano. Le attività parrocchiali, le 8 scuole cristiane, lo svolgimento dei pellegrinaggi e i servizi di emergenza nel quartiere cristiano subirebbero durissimi condizionamenti. Tutti i capi delle chiese cristiane e i patriarchi, inoltre, risiedono nella Città vecchia: i loro movimenti verrebbero fortemente impediti da tale provvedimento.

Padre Battistelli sottolinea inoltre: "Ci domandiamo se la chiusura della Porta e la paralisi delle pratiche religiose e degli spostamenti sia un nuovo cambiamento di politica o un pregiudizio contro i conventi e il quartiere cristiano".

I rappresentanti cattolici lamentano inoltre l'interruzione dei colloqui con le autorità israeliane sulla salvaguardia delle proprietà ecclesiastiche. I colloqui erano stati abbandonati in modo unilaterale da Israele, che ha promesso più volte la ripresa dei negoziati. Promessa fin ora non mantenuta.

895_040602 ISRAEL - Wailing wall (150 x 100).jpg