Riapre a Shanghai un'antica chiesa protestante

Nel paese cresce la repressione delle attività religiose non ufficiali


Shanghai (AsiaNews) – Una storica chiesa di 135 anni dedicata alla Santissima Trinità è stata riaperta alle attività religiose domenica scorsa. Per decenni essa era stata usata come sede di uffici governativi e come sala cinematografica. A riportare la notizia qualche giorno fa è l'agenzia di Stato Xinhua, che sottolinea il fatto come un segno della presenza di libertà religiosa in Cina.

Entro la fine dell'anno, la "chiesa rossa" - così chiamata dal colore dei mattoni – ospiterà due comunità protestanti ufficiali, il Comitato nazionale del movimento patriottico delle tre autonomie (auto-amministrazione, auto-mantenimento, auto-diffusione) e il Consiglio cristiano della Cina. Secondo Ding Guangxun, presidente onorario di entrambe le organizzazioni registrate, questo è un ulteriore atto del governo in favore della libertà religiosa. Ma diversi esperti affermano che la riapertura della chiesa è solo una mossa per controllare meglio i cristiani concedendo loro luoghi stabiliti dal governo, visto il proliferare delle comunità sotterranee che preoccupa Pechino.

Un recente intervento di Jia Qinglin, presidente del Comitato nazionale della Conferenza consultiva del popolo cinese (CPPCC), conferma questa direzione. Jia Qinglin ha sollecitato il Partito ad avere un ruolo più attivo nei confronti delle religioni: "I comitati del Partito a vari livelli dovrebbero organizzarsi meglio e inviare sul campo più quadri e funzionari a conoscere l'attività religiosa e aiutare a risolvere i problemi". Secondo Jia Qinglin, "le autorità centrali e locali dovrebbero rispettare la fede dei credenti ed educarli ad accettare la leadership del Partito, a sostenere il socialismo e a mantenere la prosperità e l'unità della madrepatria".

La chiesa della Santissima Trinità - la più grande chiesa costruita in Cina dagli inglesi – è stata edificata nel 1847, ma la struttura originaria è stata demolita perché considerata "portatrice di sventura" e quella attuale risale al 1869.

La decisione di riaprire la chiesa protestante – come quella di costruire due chiese protestanti a Pechino – fa da pendant a un giro di vite contro leader di gruppi evangelici non registrati.

Nel maggio scorso, Zhao Wenquan, attivista da 30 anni della Chiesa indipendente della Cina, è stato in carcere per 3 settimane per aver organizzato una manifestazione religiosa. Le accuse erano "disturbo dell'ordine sociale" e "organizzazione di attività religiose illegali". Il 6 febbraio scorso Chen Jingmao, leader della Chiesa della Cina del Sud dichiarata fuorilegge è stato picchiato dalle guardie carcerarie, che gli hanno fratturato entrambe le gambe, per aver convertito 50 detenuti. Dal 2001 è in prigione anche Gong Shengliang, fondatore della Chiesa della Cina del Sud, accusato di praticare "culti malvagi" e di aver stuprato alcune ragazze della sua comunità, che avrebbero "confessato" le violenze subite sotto la tortura della polizia.

Secondo la Commissione governativa di Shanghai per gli affari etnici e religiosi, ci sono più di 10 milioni di cristiani nel Paese. Le cifre non governative sono molto superiori: secondo alcune organizzazioni protestanti, i cristiani in Cina sono più di 80 milioni.(ThR)

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