Sotto le bombe, in 25mila pregano la Madonna di Madhu per la pace
di Melani Manel Perera
Migliaia di pellegrini, tamil e singalesi, si sono riuniti il giorno dell’Assunta al santuario di Madhu. Durante la processione, il fragore delle bombe spaventa molti fedeli che piangendo invocano Maria. Vescovo di Galle: “Dai loro occhi, lacrime di gioia e di dolore, avrebbero affrontato qualsiasi rischio pur di essere qui”.
 
Colombo (AsiaNews) – Circa 25mila pellegrini si sono riuniti al santuario mariano di Nostra Signora di Madhu per la festa dell’Assunta, lo scorso 15 agosto; mentre intorno si udivano i bombardamenti, i fedeli giunti da tutto il Paese, hanno pregato perché in Sri Lanka “arrivi presto la pace”.
 
La diocesi di Mannar, in cui rientra il santuario, aveva organizzato una novena in preparazione alla Solennità dell’Assunzione con la recita del rosario e momenti di adorazione del Santissimo. La sera del 14 agosto, il vescovo di Galle, mons. Harold Anthony Perera, ha celebrato i vespri.
 
Il giorno dopo il vescovo di Mannar, mons. Rayappu Joseph, ha celebrato la messa solenne insieme a mons. Norbert Andrai, di Anuradhapura, e mons. Perera. Alla funzione, celebrata in tamil e singalese, erano presenti 75 sacerdoti e suore dal sud e dal nord del Paese.
 
P. Jude Cross, direttore del centro di coordinamento Ampiam a Mannar, ha riferito che “secondo i dati del check point di Uylankulam, 400 veicoli sono arrivati al santuario per portare i fedeli, che hanno poi sistemato le loro tende nella giungla intorno alla chiesa”. Secondo mons. Perera e p. Cross, i pellegrini singalesi arrivati dal sud – Colombo, Chilaw e Anuradhapura - erano tra i 9mila ed i 10mila. Il sacerdote, raggiunto da AsiaNews al telefono, racconta che “c’è stato un momento di tensione quando abbiamo udito il fragore di bombardamenti, provenienti dalle zone vicine di Pandivirichchanai e Mullikkulam”.
 
Mons. Perera racconta che “al suono delle bombe i pellegrini, singalesi e tamil, hanno iniziato a piangere e ad invocare nostra Signora di Madhu per la pace; hanno continuato a pregare durante la processione intorno al santuario e la benedizione finale”. “Dai loro occhi – continua il vescovo – ho visto scorre lacrime di gioia e dolore; quando ho parlato con loro, ho realizzato che questi fedeli, così devoti a Maria, pur di venire al santuario avrebbero corso qualsiasi rischio e mi dispiace per le difficoltà che hanno dovuto affrontare per l’alta presenza di check point lungo la strada”.
 
L’area in cui sorge la chiesa di Nostra Signora di Madhu, 220 km a nord di Colombo, è sotto il controllo delle Tigri tamil. Un mese fa le forze di scurezza dello Sri Lana ed i ribelli tamil si sono accordati sull’istituzione di una “No war Zone” intorno al santuario per garantire l’incolumità dei pellegrini durante le principali feste religiose. Lo scorso 10 agosto le autorità hanno riaperto la strada principale che da Madhu porta al santuario, chiusa un anno fa in seguito all’inasprirsi del conflitto civile nella zona. 
 
Nonostante il cessate-il-fuoco firmato nel 2002, da un anno e mezzo si può dire che il Paese è ripiombato nella guerra civile. Le Tigri tamil lottano per l’indipendenza del nord e nord-est. Il conflitto, in corso da oltre 20 anni, ha ucciso 60mila persone, di cui più 5mila solo negli ultimi 20 mesi.
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