Parte la sonda cinese per la luna
Per un anno la sonda girerĂ  intorno alla luna per raccogliere immagini e dati. Prevista per il 2020 una missione umana sulla luna. Pechino vuole affermarsi come potenza spaziale, per ragioni economiche e politiche.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Parte oggi, se le condizioni atmosferiche lo permettono, la prima sonda lunare cinese, dal centro di lancio di Xichang (Sichuan) alle 18,05 ora di Pechino, lanciato da un razzo a tre stadi Long March 3°. Una pioggia torrenziale nelle prime ore della giornata ha fatto temere un rinvio.

Li Guoping, portavoce dell’Amministrazione nazionale cinese dello spazio, dice che il razzo Chang’e (dal nome di una dea cinese che volò sulla luna) è previsto entri in orbita lunare il 5 novembre. Per circa un anno userà videocamere e spettometri a raggi x per prendere immagini tridimensionali della superficie lunare e per studiarne la composizione chimica e minerale. Pechino cerca anche nuove fonti energetiche: la luna è ritenuta ricca di elio-3, un isotopo non radioattivo di elio raro sulla terra, che gli scienziati reputano un potente carburante per la fusione nucleare. I turisti possono assistere al lancio pagando 800 yuan (circa 105 dollari) dalle due piattaforme di osservazione della base.

A settembre il Giappone ha lanciato con successo un missile in orbita lunare. Anche l’India programma di inviare per aprile la propria sonda lunare. La Cina è stata il primo Stato asiatico a inviare un astronauta nello spazio nel 2003 e vuole inviare sulla luna un veicolo per raccogliere rocce e esemplari di suolo per il 2012 e una missione umana per il 2020. Lo stesso anno che anche la Nasa dichiara di voler inviare astronauti sulla luna. Nel 2007 Pechino ha distrutto un proprio vecchio satellite atmosferico colpendolo con un missile lanciato da terra, suscitando timori di un’escalation delle armi spaziali.

La sonda ha anche un rilevante significato economico perché la Cina vuole competere con Stati Uniti, Europa, Giappone e Russia nel mercato dei lanci di satelliti: Pechino negli anni ’90 era il 3° maggior fornitore di razzi nel mondo e dal 1990 al 1998 ha inviato nello spazio 29 satelliti da oltre 10 Paesi, pari a circa l’8% del mercato. Ma nel 1999 il Dipartimento di Stato degli Usa ha vietato la cessione alla Cina di qualsiasi tecnologia per la creazione e il lancio di razzi, per evitare che Pechino la copiasse e potesse migliorare i propri missili, anche a scopi militari. Ma Pechino è riuscita a sviluppare propria tecnologia e ha venduto un satellite alla Nigeria nel 2004 e uno al Venezuela nel 2005, entrambi lanciati nel 2007 con razzi cinesi. Pechino sollecita anche l’orgoglio nazionale, ripetendo di avere sviluppato in proprio la tecnologia necessaria. (PB)

CHINA_Moon_Orbiter.jpg