Il maltempo attanaglia 77 milioni di cinesi, distrutte 399mila case
Allarme energia, con decine di impianti fermi per mancanza di carbone. Chiuse autostrade e aeroporti, interrotti i treni: milioni di migranti non riescono a tornare a casa per la festa del Nuovo anno, in centinaia di migliaia bivaccano in stazioni, prezzi alle stelle. Interviene l’esercito per portare cibo e carbone.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – E’ drammatica la situazione nella Cina colpita dalle peggiori nevicate degli ultimi 50 anni. Secondo il ministro per gli Affari civili, il maltempo ha colpito 77 milioni di persone, con 24 morti. Sono state distrutte 399mila abitazioni, danneggiati 4,2 milioni di ettari di coltivazioni, con perdite economiche dirette non inferiori a 22 miliardi di yuan (3,06 miliardi di dollari).

Per il maltempo e la scarsità di carbone, sono fermi impianti generatori d’energia pari a oltre 40 gigawatt, il 7% degli impianti alimentati a carbone. Altri 90 impianti (il 10% del totale) hanno indicato oggi di avere riserve per soli altri 3 giorni, mentre i rifornimenti giornalieri totali di carbone per gli impianti sono di 21,2 milioni di tonnellate, la metà del normale in questo periodo. Pechino sollecita le piccole miniere di carbone chiuse perché non in regola a riprendere la produzione, se ora sono “a norma”. Gli oltre 800mila abitanti di Chenzhou (Hunan) sono rimasti senza energia elettrica e acqua per 5 giorni.

Scene da apocalisse in Hunan, Guizhou, Guangdong, Guangxi, Hubei e Jiangxi, dove milioni di lavoratori bivaccano nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti (19 aeroporti chiusi, molti altri in gravi difficoltà) tentando di tornare a casa per il Nuovo anno lunare. Intanto la temperatura esterna è sotto lo zero e i prezzi dei cibi vanno alle stelle. Solo alla stazione di Guangzhou oltre 500mila persone aspettano che sia ripristinato il treno per Pechino, fermato per la mancanza di energia nell’Hunan. Le autorità tentano di impedire il massiccio arrivo di viaggiatori alla stazione e hanno persino inviato a tutti messaggi telefonici sconsigliando di venire. Ma anche semplici voci che il servizio è ripreso fanno accorrere migliaia di viaggiatori. Per la neve sono anche chiuse 7 delle 8 autostrade che collegano il Guangdong all’Hunan: si calcola che siano rimasti bloccati oltre 20mila tra autocarri carichi di merci e altri veicoli, con 60mila persone. Nella principale stazione di Shanghai, si parla di oltre 70mila viaggiatori in attesa. Secondo la statale Xinhua ci vorranno da 3 a 5 giorni per tornare a una situazione normale.

Una circolare del Dipartimento del lavoro sollecita le autorità del Guangdong “a convincere i migranti a rinviare il viaggio a casa”, con l’obiettivo di trattenerne oltre il 65% per le feste. Peraltro nel Guangdong, regione industriale che riceve da altre province la gran parte degli alimenti, le difficoltà nei trasporti e l’aumento dei prezzi hanno fatto triplicare il costo di alcuni vegetali.

Il governo ha mobilizzato l’esercito per portare rifornimenti a cittadini e impianti di energia e togliere il ghiaccio. Ma media e cittadini rimproverano che ci sono state notizie parziali e in ritardo, specie in molte stazioni ferroviarie. “L'omissione di notizie – scrive il Beijing News – è il grande nemico dei soccorsi”.

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