Rischiano di restare single 30 milioni di uomini cinesi
di Monica Romano

Pechino (AsiaNews) – Circa 30 milioni di uomini cinesi rischiano di non trovare moglie a causa della penuria di donne cinesi dovuta all'aborto selettivo dei feti di sesso femminile e all'infanticidio delle bambine. Il governo lancia l'allarme per prevenire un grave problema sociale in un Paese dove, contrariamente alla tendenza generale, gli uomini sono più delle donne.

Xie Zhenming, vice-direttore del Centro di ricerca su popolazione e sviluppo della Commissione nazionale per la pianificazione familiare, ha affermato che la Cina è entrata in una fase critica che necessita di prevenire l'aumento di un eccessivo numero di nascite maschili: "È come per l'Hiv/Aids. Bisogna prendere dei provvedimenti prima che la situazione ci sfugga di mano".

Secondo i dati riportati dal South China Morning Post, prestigioso quotidiano di Hong Kong, in base al censimento del 2000, in Cina vi sono 120 maschi ogni 100 femmine. Altre fonti registrano addirittura 122 maschi contro 100 femmine. La media mondiale è, infatti, di 100 femmine contro 107 maschi.

In alcune province meridionali, lo sbilanciamento continua ad aumentare dagli anni '90, toccando livelli molto alti: ogni 100 femmine, nel Jiangxi si registrano 138 maschi e nel Guangdong 137. I dati sono meno preoccupanti nelle province e regioni più remote – Guizhou, Mongolia interna, Heilongjiang, Tibet, Ningxia, Qinghai e Xinjiang – dove si attestano meno di 110 maschi su 100 femmine.

In base al normale andamento demografico, il numero delle donne dovrebbe essere molto superiore a quello che si riscontra nella realtà, perché le bambine sono più robuste alla nascita rispetto ai maschi. La Cina presenta un notevole sbilanciamento in favore dei maschi a causa della politica del figlio unico imposta dal governo, che spinge le coppie a eliminare le figlie femmine o a non registrarle alla nascita per avere maggiori chance di avere il figlio maschio. Oltre a fattori culturali che in parte spiegano il fenomeno, vi sono ragioni pratiche: soprattutto nelle zone rurali, la femmina è meno utile alla famiglia perché più fragile per il duro lavoro dei campi ed è considerata solo un onere economico di cui usufruirà in seguito la famiglia del marito. Questo causa una discriminazione delle bambine anche nella cura e nell'attenzione da parte dei genitori, che privilegiano i maschi nell'alimentazione, nell'assistenza sanitaria e nell'istruzione. Il diritto ad andare a scuola è comunque precluso alle bambine che non vengono registrate alla nascita e questo costituisce un fattore fondamentale all'origine della loro futura discriminazione sociale, che le condurrà da adulte a una vita di stenti, alla subordinazione al marito, alla mancanza di opportunità lavorative, allo sfruttamento e spesso anche alla prostituzione. 

Recentemente, l'Onu ha lanciato l'allarme che entro 10 anni, se il governo non attuerà misure idonee, 40-60 milioni di bambine potrebbero "mancare all'appello" a causa di aborti selettivi e infanticidi. L'anno scorso, la Commissione per la popolazione nazionale e la pianificazione familiare ha lanciato la campagna per la cura delle bambine, concedendo alle famiglie incentivi per crescere le figlie femmine.

Un'altra piaga drammatica del "nascere donna" in Cina è l'abbandono delle bambine. Esperti stimano che ogni anno in Cina vengano abbandonate tra le 20 mila e le 100 mila bambine, in massima parte dalle lavoratrici migranti delle zone rurali che non possono permettersi di portarle con sé in città. Il fenomeno, prima limitato alle campagne, si sta diffondendo anche nelle aree urbane, con i sempre più frequenti spostamenti delle donne in cerca di lavoro. Secondo un recente rapporto del Beijing Star, nei primi 4 mesi del 2004 l'ospedale Hepingli di Pechino ha accolto più di 50 bambine abbandonate. Wang Liyao, ricercatore dell'Accademia delle scienze sociali di Anhui, ha affermato che "[le lavoratrici migranti] non considerano la bambina una vita umana, perciò non ritengono che ucciderla sia un omicidio".

Tra le più gravi ripercussioni sociali della discriminazione di genere in Cina vi è quella del traffico di esseri umani. La penuria di donne spinge sempre più uomini che non riescono a trovare moglie a ricorrere al traffico delle donne (spesso minorenni e da Paesi in grave difficoltà, come la Corea del Nord) per poter contrarre matrimonio.

 

 

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