Entra in politica il nipote di Mao, messo in attesa invece il Panchen Lama di Pechino
Alla sessione inaugurale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese ha partecipato per la prima volta Mao Xinyu, nipote del Grande Timoniere. Niente nomina per il Panchen Lama di Pechino.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Mao Xinyu, nipote del Presidente Mao, (nella foto) ha compiuto ieri il suo esordio nella politica nazionale. Rimpiazzando la madre - Shao Hua, nuora del Grande Timoniere - il 38enne colonnello dell’esercito di liberazione popolare ha infatti partecipato come delegato alla sua prima sessione della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, l’organo di consiglio che affianca – senza potere di voto – i lavori dell’Assemblea nazionale del popolo.
 
Visibilmente imbarazzato davanti a telecamere e microfoni, Mao ha detto che “la sua area di competenza è l’esercito: aumentare i fondi destinati ai militari è una mossa giusta e necessaria”. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di “continuare a seguire i principi dettati dal nonno”. Fra questi, migliorare le tecnologie destinate all’industria bellica e spaziale, il “vero campo di battaglia del futuro”.
 
Mancava invece all’appello Gyaltsen Norbu, il giovane tibetano scelto da Pechino come Panchen Lama – la seconda figura spirituale del buddismo – che avrebbe dovuto entrare nell’arena politica proprio quest’anno. Un portavoce dell’Anp ha spiegato che “al momento delle elezioni, il religioso non aveva ancora compiuto 18 anni, l’età minima per accedere al Parlamento cinese”.
 
Secondo alcuni analisti, la decisione rivela invece uno scontento del governo per l’atteggiamento del giovane, ritenuto poco aggressivo nei confronti del Dalai Lama. I deputati dell’Anp sono infatti scelti per cooptazione, e non vengono eletti. La mancata elezione, annunciata da fonti del governo alcuni mesi fa, sarebbe una punizione per Norbu, odiato in patria.