Bartolomeo I su scienza e salvaguardia dell’ambiente
di NAT da Polis
Il “Patriarca verde” – come è soprannominato – ha ricevuto il premio Woodrow Wilson per il suo impegno a favore dell’ecologia e la difesa dei diritti umani. Fede e scienza non devono escludersi vicenda. Preoccupazione per le tecno-scienze senza alcuna morale.

Atene (AsiaNews) – Un appello per la salvaguardia dell’ambiente e una spinta alla ricerca scientifica perché ritorni a criteri morali sono le proposte di Bartolomeo I, da tempo impegnato nelle questioni ecologiche tanto da meritare il titolo di “Patriarca verde” e da essere citato dalla rivista Time fra le 100 persone influenti del mondo (citato come 11°).

Il patriarca ecumenico di Costantinopoli ha svolto la sua riflessione ad Atene, dove lo scorso 15 maggio ha ricevuto il premio Woodrow Wilson per il suo impegno nell’ecologia e sui diritti umani.

L’impegno per la salvaguardia del creato dallo sconsiderato sfruttamento delle risorse naturale da parte del uomo, data fin dalla sua elezione a patriarca nel ’92, quando ha affermt di voler mettere in atto le decisioni del sinodo del Patriarcato ecumenico del 1989 di impegnarsi alle questioni ambientali.

Bartolomeo ha citato le preoccupazioni di molta gente semplice in tutto il mondo per una possibile catastrofe ecologica.

Le constatazioni sono le stesse ovunque, fra diverse culture e linguaggi: “l’uomo nella sua corsa sfrenata  per il  solo  guadagno materiale, rischia di distruggere la bellezza del nostro pianeta”. Anche nel “cosiddetto mondo civile [che] si professa cristiano… persiste una frenetica corsa che mira alla distruzione ecologica  del nostro pianeta”.

Per l’umanità – ha detto Bartolomeo I – diviene impellente “uscire da questo vicolo cieco” e “la religione può dare un contributo  importante per illuminare il pensiero tecno-scientifico”.

Dopo aver ricordato i conflitti del passato fra fede e scienza, soprattutto in occidente, il patriarca ha detto di seguire con grande soddisfazione “il rimarginarsi delle ferite” fra Chiesa e scienza.

Bartolomeo I ha anche sottolineato che vede con preoccupazione l’emergere di una conoscenza tecno-scientifica che “si allontanata da qualsiasi concezione etica, producendo cosi una sua morale, priva di amore per il Dio”.

“Se per gli antichi sofisti Greci - ha concluso Bartolomeo - la misura di tutto era l’uomo, per il cristianesimo  la misura di tutto è  Dio. Il cristianesimo ci insegna che dobbiamo prestare attenzione alle cose piccole, anche quelle minime, e qualsiasi evento deve essere valutato sotto il prisma dell’eternità.  Alla luce di tutto questo, invitiamo ogni uomo a sviluppare un criterio morale rivolto verso il Dio, vera  misura di tutto”.

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