Carbone razionato nel Guangdong, carenze di energia in molte province
La produzione di energia è insufficiente a soddisfare la domanda, introdotto un razionamento del carbone per molte industrie, che debbono ricorrere a più costosi generatori a gasolio. Le nevicate di febbraio hanno colpito il sistema energetico e il sisma ha fatto crollare molte miniere.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Carbone razionato e aumenti del costo dell’energia per le industrie del Guangdong, dopo i danni al sistema energetico per le nevicate di febbraio e alle miniere di carbone per il sisma del Sichuan.

Nella superindustriale Dongguan da maggio il carbone è razionato per alcuni giorni ogni settimana. Cosa che costringe molte industrie a produrre in proprio l’energia necessaria tramite generatori a gasolio, con un aumento di costi del 10-15%.

In Cina carenze di energia sono usuali a luglio e agosto. Quest’anno la situazione è peggiore per i danni alle centrali e al sistema elettrico causati dalle forti nevicate di febbraio, riparati solo in parte, e ora per il terremoto del 12 maggio in Sichuan. Il sisma ha anche distrutto molte miniere di carbone iin Sichuan e nello Shanxi, causando problemi di approvvigionamento. C’è anche la volontà delle autorità di diminuire l’uso del carbone, altamente inquinante, per migliorare l’aria per le Olimpiadi di Pechino, che iniziano l’8 agosto.

Il problema è grave in tutto il Paese e le centrali elettriche di cinque province hanno carbone per appena pochi giorni. Esperti dicono che questo è anche conseguenza della politica di contenere il prezzo del carbone, per favorire l’industria e contenere l’inflazione. La settimana scorsa i governi di Shandong e Shaanxi, province grosse produttrici di carbone, hanno vietato aumenti del prezzo del carbone almeno fino al 15 settembre. Ma simili decisioni disincentivano le miniere, specie quelle piccole, ad aumentare la produzione.

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