L’Europa potrebbe presto comprare energia dall’Iran, contro la volontà Usa
Il gasdotto Nabucco, dalla Turchia all’Austria, trasporterà energia anche dell’Iran e di ogni produttore. Nel futuro potrà collegarsi con gasdotti attraverso il Mar Caspio e portare in Europa l’energia dell’Asia centrale, aggirando la Russia.

Ankara (AsiaNews/Agenzie) – Il gasdotto “Nabucco” potrebbe portare in Europa il gas dell’Iran, nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, e poi collegarsi fino all’Asia centrale attraverso il Mar Caspio, aggirando la Russia. Il Nabucco, infatti, per il 2013 correrà per 3.300 chilometri dalla Turchia orientale attraverso Bulgaria, Romania e Ungheria fino a Baumgarten in Austria, aggirando la Russia e facendole perdere l’attuale monopolio dei gasdotti dall’Asia centrale verso l’Europa. Ma non è ancora chiaro dove prenderà i 31 miliardi di metri cubi (mmc) di gas annuali che potrà portare.

All’inizio di giugno il presidente della statale turca Botas (una delle ditte coinvolte nel progetto) ha prospettato la necessità di prendere il gas anche da Paesi come l’Iran per assicurare le forniture. Suscitando la ferma opposizione del viceassistente segretario Usa Matthew Bryza, il cui Paese considera Teheran un sostenitore del terrorismo e vuole isolarla perché ritiene stia creando armi nucleari.

Ma ora Reinhard Mitschek, direttore esecutivo della Nabucco Gas Pipeline International, responsabile del progetto, ha ribadito a Radio Free Europe che “ci aspettiamo [di ricevere] gas da Azerbaigian, Turkmenistan, Kazakistan, Iran, Iraq, Egitto, Russia. E non saremo del tutto dipendenti da nessuna fonte”. “Questo è molto attraente per i compratori europei”.

I 27 Stati dell’Unione europea hanno consumato 500 mmc di gas nel 2007, di cui 300 importati e 200 prodotti in Europa. Ma Mitschek prevede che nei prossimi 10-15 anni il consumo arriverà a 700 mmc, mentre la produzione scenderà a circa 100 mmc, con importazioni annue di almeno 600 mmc. “Nabucco – precisa Mitschek – non è un acquirente del gas”, si preoccuperà solo di trasportarlo a chi lo compra, anche dall’Iran. L’Iran ha giacimenti stimati di 23 trilioni di metri cubi di gas e a marzo la svizzera Elektrizitaets-Gesellschaft Laufenburg ha concluso un accordo con la National Iranian Gas Export Company per la fornitura di 5,5 mmc l’anno per 25 anni dal 2010. Alle rimostranze di Washington, la ditta ha risposto che non ci sono sanzioni internazionali contro gli investimenti nell’energia con l’Iran e che della fornitura potrà avvantaggiarsi anche l’Italia.

“Di recente – conclude Mitschek – l’Iran ha annunciato che vuole costruire un oleodotto dai giacimenti di Pars meridionale [considerati i maggiori del mondo] fino al confine turco”.

Ma il progetto Nabucco guarda anche oltre l’Iran: ditte europee potrebbero favorire gli accordi tra Azerbaigian e Turkmenistan per un gasdotto nel punto più stretto del Mar Caspio, “solo” 200 chilometri, per arrivare ai giacimenti di Turkmenistan e Kazakistan, aggirando gli oleodotti russi. Anche il gigante russo Gazprom progetta un nuovo gasdotto, il “South Stream”, parallelo al Nabucco. Mitschek non vede una necessaria concorrenza tra i progetti: li ritiene entrambi utili per soddisfare la fame d’energia dell’Europa.

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