L'Anno Paolino sulle orme di p. Joseph Vaz, l’apostolo dello Sri Lanka
di Melani Manel Perera
Nel paese le celebrazioni per l’Anno Paolino coincidono con l’inizio del periodo preparatorio al terzo centenario della morte del missionario beatificato da Giovanni Paolo II. I vescovi invitano i fedeli a seguire questi due “annunciatori della parola di Dio” e a imitarne lo “spirito missionario”.

Colombo (AsiaNews) – Le celebrazioni per l’anno Paolino coincidono con i festeggiamenti per il Beato Joseph Vaz, definito “l’Apostolo dello Sri Lanka”, per il quale lo scorso gennaio sono partiti i tre anni di preparazione al terzo centenario dalla morte, che si celebrerà il 16 gennaio 2011. In quella che ai tempi veniva ancora chiamata Ceylon, p. Joseph ha permesso la “rinascita del cristianesimo dalle sue stesse ceneri” ed è proprio per questo suo immenso sforzo evangelico e missionario che Papa Giovanni Paolo II ha definito il Beato di origine indiana “il San Paolo dello Sri Lanka”.

In un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale (Cbcsl) e nel quale si invitano i fedeli “a seguire con attenzione l’esempio lasciato da San Paolo”, i vescovi del Paese sottolineano “l’enorme sforzo missionario compiuto sia dall’Apostolo che dal Beato Joseph Vaz”. “P. Vaz – afferma il documento della Cbcsl – ha saputo ascoltare quella chiamata interiore che lo ha sempre spinto ad aiutare i più deboli e i perseguitati a causa della fede. Tanto San Paolo quanto il beato Joseph Vaz hanno annunciato con zelo la parola di Dio, incuranti delle minacce e delle persecuzioni: Paolo si è sacrificato fino al martirio, mentre la vita del Beato è stata un martirio continuo”.

La conferenza episcopale esorta i fedeli a “imitare, studiare e seguire queste due grandi figure di uomini di Dio”, analizzandone in particolare il carisma missionario. Benedetto XVI ha indicato proprio l’Apostolo Paolo come figura esemplare di “annunciatore della buona novella” fra i popoli, una figura che anche oggi è “un modello” di fede.

I vescovi dello Sri Lanka chiedono ai fedeli di organizzare momenti di studio e approfondimento della Bibbia, analizzare le lettere di San Paolo e imparare da questi modelli come “preservare la fede e farsi annunciatori del messaggio di salvezza”. Essi invitano seminari e istituti religiosi a organizzare incontri volti a promuovere lo studio dell’Apostolo, la sua vita e le sue opere, il pensiero teologico e lo spirito missionario; invito che vale anche per laici e giovani, perché mantengano viva la loro fede. “Come San Paolo si è speso per promuovere l’unità dei cristiani – conclude il documento della Cbcsl – così noi dobbiamo favorire gli incontri ecumenici e organizzare seminari a livello diocesano”.

In una nota finale, i vescovi ricordano la visita di Giovanni Paolo II nello Sri Lanka durante la quale egli ha evocato la figura di p. Joseph Vaz definendolo “un modello per vescovi, preti e religiosi”, per il suo amore “profondo verso Dio e i fratelli”. Papa Wojtyla ha esortato i fedeli a seguirne “l’esempio, perché la vita del Beato diventi modello ispiratore per ciascuno di voi”.

 

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